Luana D’Orazio muore intrappolata in un macchinario mentre lavorava, tutto è successo in pochi secondi

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Fonti ed evidenze: Fanpage, Open

Luana D’Orazio stava lavorando nell’azienda tessile in provincia di Prato presso cui era stata assunta un anno fa, quando è rimasta intrappolata all’interno di un macchinario.

luana d'orazio
Luana D’Orazio/Facebook

Nei primi quattro mesi del 2021, sono già stati 120 i casi di morti sul lavoro. Più di uno al giorno. Una strage silenziosa che, rispetto ai dati di un anno fa, lascia intravedere un trend in netto peggioramento: “Nel periodo tra gennaio e febbraio del 2020 e lo stesso lasso di tempo del 2021 c’è stato un aumento delle morti sul lavoro del 170%. Un trend in crescita, che esula dalla pandemia visto che il periodo di riferimento sono i primi mesi dello scorso anno, con l’Italia ancora aperta”, spiega  Alessandro Genovesi, segretario generale di Fillea Cgil, sindacato di riferimento per il settore dell’edilizia.

Ma dietro questi numeri, ci sono delle persone. Delle storie. Come nel caso di Pietro, folgorato a Velletri mentre lavorava all’installazione della fibra ottica, o di Luana D’Orazio, morta ieri a 22 anni proprio in conseguenza di un incidente sul lavoro verificatosi nell’azienda tessile dove era stata assunta a Montemurlo, in provincia di Prato. Luana era mamma di una bambina, cui ora arriva la solidarietà e la vicinanza di tutta la comunità. A strappare la giovane donna alla vita è stato un orditoio, un macchinario all’interno del quale Luana è rimasta intrappolata dopo essere stata trascinata da un rullo.

Immediato, ma vano, l’allarme lanciato dai colleghi: nonostante i tentativi di soccorso, per la ventiduenne non c’è stato nulla da fare. Per estrarre il corpo senza vita di Luana dal macchinario è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco. La tragedia si sarebbe verificata nel giro di pochi secondi, intorno alle 10 del mattino: accanto a Luana, in quel momento, c’era un collega girato di spalle. Quando, voltandosi, si è reso conto dell’accaduto ha immediatamente lanciato l’allarme.

La giovane mamma viveva a Pistoia insieme ai genitori e aveva cominciato a lavorare in quell’azienda tessile circa un anno fa. “È inconcepibile continuare a morire sul lavoro. È ancor più inaccettabile la morte di lavoratori giovanissimi, oggi di una giovanissima madre“, scrivono in un messaggio i sindacati Cgil, Cisl e Uil e Filctem, Femca Uiltec di Prato. Un dramma che ha scosso l’intera comunità, come testimoniano le parole di Simone Calamai, sindaco di Montemurlo: “È una tragedia che colpisce tutta la comunità e mi stringo in segno di cordoglio, anche a nome di tutta l’amministrazione comunale, alla famiglia della giovane. Aveva avuto un figlio da poco, era felice. Siamo vicini al piccolo e a tutta la famiglia“, ha scritto il primo cittadino. “Continueremo a impegnarci costantemente per la tutela del lavoro, per tutti e sicuro. Che la terra ti sia lieve“, è invece il messaggio di cordoglio del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.

 

 

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