Maradona: “Morte evitabile”, i medici rischiano l’imputazione per omicidio

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La relazione effettuata dalla magistratura sulla morte di Maradona inchioda i medici Luque e Cosachov. Entrambi rischiano l’imputazione per omicidio colposo.

Maradona
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“Una morte evitabile” con queste parole si apre la perizia medica effettuata dalla commissione nominata dalla magistratura nell’ambito dell’inchiesta sulla la morte di Diego Armando Maradona, avvenuta lo scorso novembre. Secondo la magistratura la scomparsa del Pibe de Oro è imputabile alla negligenza della sua equipe medica composta dal neuro chirurgo Leopoldo Luque e dalla psichiatra Agustina Cosachov. I due medici secondo l’accusa avrebbero sottovalutato la situazione clinica del calciatore influendo in maniera decisiva sul suo decesso. La magistratura ha raccolto diversi fascicoli che contengono testimonianze dell’entourage del calciatore che segnalava le sue precarie condizioni di salute. In particolare il 18 novembre, una settimana prima del decesso, le guardie del corpo chiamarono i due medici per segnalare che Maradona presentava gonfiori impressionanti e non riusciva più ad alzarsi dal letto. In quel caso Luque e Diez minimizzarono il problema rispondendo di non preoccuparsi perchè molto probabilmente si trattava solo di ritenzione idrica dovuta ai farmaci.

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Maradona
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Stando a quanto ricostruito dai periti, le condizioni del calciatore si sono aggravate in modo irrimediabile e senza che i medici intervenissero in nessun modo per aiutarlo. I sintomi di grave insufficienza cardiaca e di edema polmonare che hanno portato alla morte del Pibe, sono stati deliberatamente ignorati nonostante i continui avvisi e la forte preoccupazione delle persone vicine al calciatore durante i suoi ultimi giorni di vita. Nonostante le tantissime segnalazioni non è stata svolta alcuna analisi, lasciando di fatto il paziente in uno stato di totale abbandono.

La magistratura  prima di formalizzare l’accusa di omicidio colposo attende solo le valutazioni e le repliche dei periti di parte. I due medici però potrebbero non essere gli unici responsabili della morte di Maradona e restano nel mirino degli inquirenti anche lo psicologo Charly, tutto fare del calciatore,  i dieci infermieri che a turno prestavano servizio nell’appartamento e il suo legale di fiducia nonché socio in affari Matias Morl.

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