Dipendenti malati di tumore, ma l’Azienda sanitaria si pente “Ridateci indietro i soldi”

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Fonti ed evidenze: Fanpage, Giorno

Una vicenda grottesca vede come protagonisti alcuni dipendenti dell’Asst che hanno sofferto per un tumore. L’azienda gli ha chiesto indietro una cifra importante.

Dipendenti tumore 26 aprile 2021 leggilo.org

Sono dipendenti che hanno sofferto per un tumore e che dovevano essere tutelati quelli come Maria, una donna intervistata da Fanpage che ha raccontato la sua tremenda esperienza con l’Asst per cui ha lavorato per anni. L’Azienda socio sanitaria territoriale in questione è quella di Lodi che Maria ha servito per circa 25 anni prima di ammalarsi di tumore e di essere costretta a fermarsi per le cure. La donna ha ricevuto lo stipendio tra il 2008 ed il 2016 ma a quanto pare, non si tratta di qualcosa di dovuto a dei dipendenti in difficoltà perchè l’Asst ha inviato a Maria una comunicazione da incubo: “Ha percepito indebitamente 31.000 euro”si legge nell’avviso ricevuto da Maria a cui è stato richiesto di accordarsi per rendere lo stipendio ricevuto durante il periodo di malattia. “Non intendo nemmeno trovare l’accordo che cercano loro: quei soldi non glieli devo rendere“, dice decisa Maria.

La donna racconta anche che il trattamento per i dipendenti che come lei hanno combattuto con un tumore da parte dell’Asst non è stato per niente accomodante, fin dall’inizio: “Ho anche chiesto di aiutarmi con una mobilità perché non riuscivo più a fare Milano-Lodi avanti e indietro tutti i giorni ma non me l’hanno concessa. Al contrario, mi hanno suggerito di chiedere la pensione di inabilità lavorativa”, spiega Maria che ha informato da subito l’azienda della sua malattia che purtroppo, dopo una prima recessione, si è ripresentata con altrettanta aggressività nel 2010. Il tumore di cui la donna ha sofferto aveva colpito l’ipofisi e le ha causato una condizione cronica, chiamata acromegalia. A ricevere una comunicazione simile sono stati altri 30 dipendenti ma l’Asst ha già inviato una precisazione in merito: “La direzione precisa di essere stata messa a conoscenza della situazione il 15 marzo 2021 e di non aver potuto fare altro che procedere alla richiesta di recupero delle somme poiché oramai si trattava di atti dovuti non ulteriormente procrastinabili”, si legge nell’ultimo comunicato dell’azienda che afferma di aver chiesto il rimborso per evitare che alla cifra da rendere si sommassero altri soldi per il ritardo.

E’ già avvenuto in passato che un ente statale chiedesse rimborsi in modo simile e non si tratta del primo caso che vede l’Asst di Lodi come protagonista: “Un calvario. Tutto certificato. Tutto fatto secondo le norme. Sui documenti era sempre scritto: malattia grave con terapia salvavita. Ho tenuto tutti i documenti”, racconta Marco Losi, un uomo che ha perso la moglie – infermiera in ortopedia – dopo un cancro e che ora dovrebbe rendere all’azienda 23.000 euro. L’uomo afferma che oltre ad aver riaperto una tremenda ferita, la comunicazione dell’Asst lo ha messo in una situazione impossibile: “ho dovuto rimboccarmi le maniche con due figli da mantenere. Ora è arrivata questa mazzata. Io oggi 23mila euro non li ho ed anche se li avessi perchè dovrei restituirli avendo sempre agito correttamente?“, dice l’uomo. “I nostri avvocati hanno già mandato la diffida. E poi sarebbe al massimo l’Inps a dover pagare. Inoltre l’errore fu dei vertici Asst: paghino loro”, comunica il sindacato Fisi che sta seguendo la vicenda.

 

 

 

 

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