Reggio Emilia, il figlio dice di aver trovato il padre morto e la madre gravemente ferita

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Fonti ed evidenze: Resto del Carlino, Fanpage

Il brutale omicidio di Paolo Eletti occorso a Reggio Emilia nel pomeriggio del 24 aprile potrebbe essere molto vicino ad una risoluzione. Ecco cosa sanno gli investigatori.

Paolo Emilio 25 Aprile 2021 leggilo.org
Getty Images/Franco Origlia

Una brutale aggressione perpetrata con un’arma bianca quella che ha tolto la vita a Paolo Eletti, 58enne di Reggio Emilia trovato morto a fianco della moglie Sabrina Guidetti, ora ricoverata in ospedale dove lotta tra la vita e la morte. Gli investigatori stanno seguendo il caso ed hanno già trovato una pista che potrebbe verosimilmente chiudere il caso entro poche ore: infatti, i militari del 112 si dicono sicuri che ad aver attaccato Paolo Eletti con un martello e tagliato i polsi alla moglie sia stato proprio il figlio della coppia, Marco Eletti. La dinamica dei fatti – ricostruita dagli investigatori – avrebbe visto l’aggressione dopo una lite in famiglia.

La tragedia avrebbe avuto luogo intorno alle ore 17 proprio nella casa di via Magagnini 13 presso San Martino in Rio dove Paolo Eletti abitava con la moglie ed il figlio. Marco Eletti avrebbe avuto un duro diverbio con la famiglia per ragioni economiche al termine del qual avrebbe afferrato un pesante martello con cui avrebbe poi colpito il padre fino a fracassargli il cranio. Poi, forse per simulare un tentativo di suicidio, il ragazzo avrebbe colpito la madre con un’arma da taglio non ancora identificata provocandole le gravissime lesioni ai polsi che l’hanno portata in coma farmacologico. Dopo l’attacco, lo stesso 33enne avrebbe chiamato il 112, dicendo di aver trovato i corpi dei genitori in quelle condizioni rincasando, una versione che però non ha convinto gli inquirenti che hanno interrogato il ragazzo nella notte alla presenza del suo legale. Adesso Marco Eletti è indagato per omicidio e tentato omicidio e dovrà difendersi dalle pesanti accuse. La madre, qualora riuscisse a riprendersi dalle tremende ferite, potrebbe fornire una testimonianza fondamentale per scagionare o inchiodare il ragazzo che resta in stato di fermo.

 

 

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