Entra in ospedale per un ictus, muore un mese dopo per il Covid

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Fonti ed evidenze: Giorno, Mattino

Amanda e Sabrina, le figlie della signora Amedea Astorri, hanno presentato una denuncia per la morte della madre, entrata in ospedale a causa di un ictus e morta, un mese dopo, di Covid. 

amedea astorri amanda ferrario
Amedea Astorri e la figlia Amanda Ferrario/Facebook

Un ictus che l’ha costretta al ricovero in ospedale. E poi la malattia, contratta proprio nella struttura ospedaliera, fino alla morte per Covid, arrivata il 12 aprile. E’ questa la sconcertante storia di Amedea Astorri, 75 anni, uccisa dal Coronavirus che – secondo le figlie – l’avrebbe colpita proprio nel periodo del ricovero ospedaliero, passato tra le strutture di Legnano, Abbiategrasso e Magenta. Ora, però, Amanda e Sabrina – le figlie della donna – vogliono vederci chiaro e hanno presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, al nucleo Carabinieri dei Nas e all’Ordine dei medici: obiettivo della denuncia è l’Asst Ovest Milanese, che secondo le donne sarebbe responsabile della morte per Covid della signora Astorri.

Nostra madre ha contratto il Covid nell’ospedale di Abbiategrasso, probabilmente nel reparto di riabilitazione, dove non venivano rispettate le regole di sicurezza: lo abbiamo visto con i nostri occhi e ce lo ha anche confermato un medico“, racconta Amanda. “Ora vogliamo capire cosa è accaduto. L’Asst ci ha già fatto pervenire una proposta per un eventuale indennizzo ma i risarcimenti non ci interessano, vogliamo solo giustizia“. La signora Astorri era stata ricoverata a Legnano in seguito ad un ictus e, a circa dieci giorni dal ricovero, era stato disposto il suo trasferimento ad Abbiategrasso per la riabilitazione.

Era in condizioni discrete e si stava riprendendo velocemente. Sia il tampone in uscita da Legnano che quello in entrata ad Abbiategrasso erano risultati negativi“, raccontano ancora le figlie, che hanno ipotizzato che la madre possa aver contratto il virus dalla paziente con la quale condivideva la stanza, visto che la donna è successivamente risultata positiva. “Abbiamo chiesto a un medico come fosse stato possibile che nostra madre, allettata e dipendente da loro per muoversi, avesse contratto il virus, e il dottore ci ha risposto che probabilmente era accaduto durante la riabilitazione. Aggiungendo che non riusciva a far rispettare l’uso delle mascherine e a impedire l’ingresso nel reparto“. Fatti che, se confermati, rivelerebbero una realtà sconcertante per quel che riguarda il rispetto di protocolli e procedure di sicurezza – a più di un anno dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Una realtà della quale si è già avuta, tragicamente, notizia in altri casi.

A questo, bisogna aggiungere che in quei giorni – alla fine del mese di marzo – proprio l’ospedale Costantino Cantù di Abbiategrasso era stato luogo di un focolaio di Covid che aveva coinvolto sette infermieri, nonostante fossero già stati vaccinati con doppia dose di Pfizer. Un elemento che potrebbe aver contribuito ad aggravare la situazione.

Ciò che però è, in ogni caso, ingiustificabile, è il comportamento dei sanitari che – sempre secondo il racconto delle figlie della signora Astorri – avrebbero tenuto nascoste le sempre più gravi condizioni di salute della donna: “Il 3 aprile nostra madre è stata portata a Magenta per completare le analisi neurologiche. La mattina la dottoressa che l’aveva in cura ha spiegato che era in buone condizioni; tre ore dopo ci ha chiamate un medico dal reparto Covid spiegandoci che non aveva niente dal punto di vista neurologico ma era gravissima per il virus“, ricorda ancora Amanda. “In seguito, questa dottoressa si è scusata per non averci detto la verità sulle sue reali condizioni“. Da quel momento, però, le condizioni di Amedea peggiorano inesorabilmente: ogni giorno, la donna sta un po’ peggio del precedente, fino al decesso, sopraggiunto il 12 aprile.

Interpellata sulla vicenda, l’Asst Ovest Milanese ha preso atto dell’esposto. L’azienda ha tuttavia sottolineato che – allo stato attuale – nessuna denuncia è pervenuta dalla Procura di Busto Arsizio, ed ha inoltre ribadito che “sia nell’ospedale di Abbiategrasso, che in tutta l’Asst Ovest Milanese, i protocolli di sicurezza anti Covid-19 sono applicati, aggiornati e rispettati fin dalla prima ondata“. Ora spetterà a chi indaga accertare che la ricostruzione fornita dall’Asst sia attendibile. A questo fine è stata disposta una perizia sulle cartelle mediche della donna, che sono già state affidate ad un medico legale.

 

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