La mia famiglia è morta per colpa di Beppe Grillo: è ora che sconti la sua condanna, dice Cristina Pozzi

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Beppe Grillo fu condannato per la morte dei suoi familiari senza però scontare la pena, così Cristina Pozzi dichiara: “Non ha scontato neanche un giorno di galera, è ora che paghi“. 

In questi giorni di forte polemica intorno a Beppe Grillo suonano ancora più dure le parole di Cristina Pozzi. La donna ha raccontato per la prima volta alle pagine de “Il Giornale” che il politico fu condannato per la morte dei suoi familiari. Grillo però non scontò neanche un giorno in galera: “Adesso chiede di essere arrestato al posto del figlio? Bene: è ora che paghi la sua condanna“, ha dichiarato alle pagine del quotidiano.

Beppe Grillo e il tragico incidente

È un periodo decisamente complicato per Beppe Grillo che dopo aver pubblicato un video a difesa del figlio Ciro – accusato di stupro di gruppo da una coetanea – ha ricevuto aspre critiche soprattutto per i toni usati, decisamente offensivi nei confronti di tutte le vittime di stupro. Tra le altre cose, il Garante del Movimento 5 Stelle si è dichiarato pronto a farsi arrestare al posto del figlio. Sono state proprio queste ultime parole ad aver urtato la sensibilità di Cristina Pozzi, la donna che nel 1981 perse tutta la famiglia in un incidente stradale: alla guida della Jeep uscita fuori strada c’era proprio Grillo.
Come Cristina ha raccontato nella recente intervista per “Il Giornale”, il politico venne condannato ad un anno e due mesi di reclusione per omicidio colposo nel 1985 in Corte d’appello e tre anni dopo dalla Corte di Cassazione. Ma nonostante questo, di giorno in carcere non ne ha fatto nemmeno uno. Il motivo? Il condono della pena, in quanto incensurato.

Beppe Grillo Cristina

Cristina Pozzi: “La mia famiglia è morta per colpa sua

Le dichiarazioni di Cristina sono molto forti: “Beppe Grillo ha ucciso la mia famiglia“, afferma infatti, e poi racconta la dinamica dell’incidente. “Era il 21 dicembre 1981, io ero rimasta a casa a giocare ma mio padre Renzo, mia madre Rossana e mio fratellino Francesco non li ho mai più rivisti. Erano a bordo della jeep Chevrolet di Grillo: lui si è salvato, la mia famiglia è morta per colpa sua“. Il tragico incidente non lasciò scampo a nessuno dei tre familiari della donna: tutti morirono sul colpo tranne il politico che riuscì a lasciare l’abitacolo in tempo, prima della caduta della jeep in un burrone. La gita fuori porta con tanto di escursione a 3000 metri di quota a bordo della nuova autovettura si trasformò così in una tragedia, che privò Cristina di tutta la sua famiglia all’età di soli 7 anni.

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Ogni volta che lo vedo in televisione o lo sento parlare vedo un uomo – condannato dal tribunale per l’omicidio dei miei familiari – che non ha scontato neanche un giorno di galera“, continua Cristina, “Adesso chiede di essere arrestato al posto del figlio? Bene: è ora che paghi la sua condanna. Sta vivendo la condanna della vita: perché prima o poi la vita ti presenta il conto e non c’è coscienza che possa sfuggire“.

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