Il testamento di Filippo D’Edimburgo: non c’è Meghan ma non mancano le sorprese

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Il testamento di Filippo D’Edimburgo ha riservato non poche sorprese.

Filippo D'Edimburgo
Filippo D’Edimburgo e la nipote Louise

La scomparsa del principe Filippo D’Edimburgo ha riacceso i riflettori sulla famiglia reale inglese. La scena come sempre è stata presa dai due figli di Diana e Carlo, da sempre al centro dell’attenzione dei media, soprattutto dall’arrivo a corte della temutissima Meghan Markle. La morte del consorte della Regina Elisabetta però ha portato alla ribalta anche una componente decisamente meno nota della Royal Family, la giovane Lady Louise Windsor, nipote dei sovrani e figlia del principe Edoardo e della moglie Sophie di Wessex. Louise classe 2003 pur essendo meno nota dei cugini è da sempre una delle nipoti più vicine alla Regina e al marito. A rendere il legame con i nonni molto stretto ha contribuito il fatto che la giovane Louise sia cresciuta a pochissima distanza dal castello di Windsor. Inoltre a legarla all’amato nonno è stata la sua grandissima passione per i cavalli e l’equitazione. Lo scorso nove aprile, data della morte di Filippo, la giovane principessa è stata immortalata mentre portava a spasso gli amatissimi Pony del nonno, Balmoral Nevis e Notlaw Storm proprio nel parco di Windsor.


Non è stata quindi una sorpresa scoprire che Filippo ha scelto proprio la nipote più piccola come erede dei suoi cavalli e della carrozza. Quella carrozza e quei cavalli che il marito della regina amava a tal punto da chiedere fossero posizionati accanto al suo corteo funebre. Si tratta dell’ultima carrozza che Filippo aveva comprato e che spesso guidava nelle strade vicine al Castello di Windsor. Un’immagine che descrive l’immensa passione di Filippo per i cavalli e per l’equitazione. Una passione che si concretizzò anche con la vincita di moltissimi concorsi in particolare nella disciplina degli attacchi: nel tiro a quattro ha partecipato a sei edizioni del Campionato del Mondo e a tre del Campionato d’Europa, vincendo la medaglia d’oro mondiale a squadre con la Gran Bretagna nel 1980 e quella di bronzo nel 1978, 1982 (6° individuale) e 1984.

 

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