Covid, i Carabinieri continuano a morire. Una moglie ed un figlio di 16 anni restano soli

0
121
Fonti ed evidenze: Repubblica, Fanpage

Il Comandante della stazione dei Carabinieri di Peschiera Borromeo, Stefano Capenti, è morto a 47 anni a causa del Covid. 

stefano capenti
Fonte: Facebook

Un altro grave lutto colpisce l’Arma dei Carabinieri. Dopo la scomparsa del Maresciallo Baldassarre Nero, ucciso dal Covid a 49 anni pochi giorni prima che la stessa sorte toccasse anche al padre Agostino, anche il Maresciallo Maggiore Stefano Capenti, di Peschiera Borromeo – nell’area della città metropolitana di Milano – ha perso la vita dopo aver contratto il virus. Il militare aveva 47 anni: nella mattinata di ieri, alla presenza dei familiari e di molti colleghi Carabinieri, si sono tenuti i suoi funerali.

Capenti è morto il 17 aprile, dopo che la malattia era rapidamente peggiorata: da qualche giorno era infatti ricoverato nel reparto di terapia intensiva del Policlinico San Donato, dove ha lottato tra la vita e la morte. Una battaglia che alla fine il Maresciallo ha perso, lasciando così la moglie e un figlio di 16 anni.

Entrato nei Carabinieri nel 1994, all’età di 20 anni, come allievo ausiliario, Capenti ha frequentato nel 1998 il corso per allievi Marescialli, riuscendo così a passare di grado. Originario delle Marche, il militare aveva fatto parte del secondo battaglione Carabinieri Liguria e, successivamente, era entrato a far parte della stazione Carabinieri di Peschiera Borromeo, di cui era divenuto comandante – nel 2018. Commosso il ricordo dei colleghi e dell’Arma: “La sua professionalità  vivrà per sempre nella memoria dei colleghi e dei cittadini per cui era sicuro punto di riferimento, avendo servito il suo Paese con umiltà, passione e impegno“, si legge in un messaggio di cordoglio diffuso dai colleghi.

Ma la scomparsa di Capenti è solo l’ennesima perdita che l’Arma deve registrare a causa del Coronavirus. Oltre al già citato Maresciallo Nero, nei giorni scorsi altri due militari sono deceduti a causa delle complicazioni derivanti dalla malattia: si tratta di Roberto Ceci e del Maresciallo Massimo Paris, entrambi della stazione di Guarcino, in provincia di Frosinone. L’ipotesi più probabile è che i due abbiano contratto la malattia a fine febbraio, quando migliaia di persone si riversarono sulle piste da sci di Campo Catino, nonostante gli impianti fossero chiusi e vigesse il divieto per quel tipo di attività. Paris era stato ricoverato, nelle scorse settimane, al Campus Biomedico di Roma, ma le cure si sono rivelate vane: i due si sono spenti a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro.

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui