Covid, 390 morti. “Vietare alle persone di andare al ristorante funzionerà più dell’obbligo di vaccinazione”

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Adnkronos, Repubblica

Mentre il Comitato tecnico scientifico discute sull’ipotesi di introdurre un pass in vista delle riaperture, c’è chi ritorna a parlare di obbligo vaccinale.

burioni vaccino
Getty Immages/Mario Tama

Il Ministero della Salute informa che i casi totali – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 12.074 unità e portano il totale a 3.891.063. Nelle ultime ventiquattro ore 390 morti che fanno salire le vittime a 117.633 e 22.453 guariti che raggiungono quota 3.290.715. Totale persone vaccinate: 4.556.228.

I casi attualmente positivi scendono a 482.715, – 10.774 rispetto a ieri. I ricoverati sono 23.255, – 487 mentre nelle terapie intensive 3151 assistiti, – 93 da ieri.

Vaccini, Burioni: l’obbligo non serve più, basta il pass

Il Comitato tecnico scientifico che affianca il Ministero della Salute, si è riunito proprio oggi pomeriggio per discutere sulla possibilità d’introdurre un pass in vista delle riaperture di bar, ristoranti e cinema del 26 aprile. Il pass – già introdotto in altri Paesi europei come Danimarca, Islanda e Grecia – altro non sarebbe che un certificato per potersi spostare liberamente anche tra regioni arancioni o rosse. Tuttavia potrebbe servire anche per accedere ad eventi sportivi nonché per entrare in luoghi pubblici come bar, ristoranti, cinema, palestre. Tale certificato dovrà attestare che il soggetto ha già ricevuto entrambe le dosi del vaccino anti Covid oppure che è guarito dal  virus e, pertanto, ha sviluppato gli anticorpi o ancora dovrà mostrare l’esito negativo di un tampone eseguito nelle 48 ore precedenti.

L’idea sulla carta sembra molto positiva per poter tornare a lavorare, muoversi, uscire. Tuttavia la realizzazione non è facile. Si deve ancora chiarire se il certificato sarà cartaceo o se i dati verranno caricati sulla tessera sanitaria o, ancora, se servirà un’apposita App. Qualcuno ha già messo in campo l’idea di sfruttare IO, la stessa App scaricata da milioni di italiani per ottenere il cashback di Stato. Ma non è tutto. Si pongono problemi relativi alla privacy ma non solo. A causa dei ritardi nella distribuzione e nella somministrazione dei vaccini, non tutti – pur volendo – hanno già ricevuto entrambe le dosi del farmaco. Senza contare che molte sono le persone ancora scettiche sulla sicurezza dei sieri, specialmente dopo le reazioni allergiche e i decessi registrati a seguito della somministrazione dei vaccini. Anche se su cento decessi avvenuti in Italia, solo in un caso è stato riconosciuto il nesso causale tra morte e vaccino, i timori sono cresciuti nella popolazione. Sull’argomento è intervenuto il professor Roberto Burioni, rinomato virologo milanese. Lo scienziato, tra i più ferventi sostenitori dei vaccini, ha recentemente espresso il suo favore verso l’introduzione di un pass. Secondo Burioni, infatti, consentire l’accesso a luoghi pubblici solo a chi è vaccinato, funzionerà meglio di qualunque obbligo per spronare i titubanti: “Secondo me l’idea del pass è ottima. Impedire a chi rifiuta il vaccino i movimenti e l’ingresso nei bar e nei ristoranti, sarà più efficace di qualunque obbligo nello spingere gli indecisi a vaccinarsi“.

Mentre il professore è assolutamente contrario a rilasciare il lascia passare solo a chi si è sottoposto al tampone. E’ notizia delle ultime ore che, a breve – forse già dalla prima settimana di maggio – i tamponi rapidi arriveranno anche nei supermercati ad un prezzo molto basso: 6-8 euro. In questo modo chiunque, nel giro di 15 minuti, potrà sapere se ha o no il Covid. Si tratta di test che hanno, tuttavia, un margine di errore piuttosto alto e, infatti, non possono essere utilizzati per scopi diagnostici. Burioni, senza troppi giri di parole, ci è andato già molto pesante: “Consentire la libertà a chi ha un tampone negativo, è come consentire rapporti sessuali non protetti a chi si è infilato un profilattico nelle 48 ore precedenti per prevenire l’Aids. Non ha alcun senso”. Il virologo del San Raffaele ha ribadito che, secondo studi scientifici, chi ha ricevuto un vaccino anti Covid mRNA – Pfizer e Moderna – diminuisce la sua capacità di trasmettere il virus di almeno il 90%. Tuttavia i casi di persone che si sono infettate o reinfettate o che hanno contagiato altri anche dopo aver ricevuto il vaccino non mancano. Infatti, come l’istituto Superiore della Sanità ha spiegato più e più volte, i vaccini possono proteggere dal rischio di contrarre l’infezione in forma severa. Ma nessun siero – né quelli a mRNA né gli altri – può impedire di contrarre il virus e di trasmetterlo.

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