I familiari si erano illusi. Stefano, scomparso da mesi, ritrovato nel Po

0
4464
Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Resto del Carlino

Stefano Barilli era misteriosamente scomparso mesi fa: è stato ritrovato decapitato nelle acque del Po. Un altro giovane è scomparso in circostanze simili.

Stefano Barilli 18 aprile 2021 leggilo.org

Stefano Barilli, il 23enne scomparso all’inizio del 2021 dalla sua casa a Piacenza è stato ritrovato dopo mesi di ricerche dalle Forze dell’Ordine. Purtroppo però il ritrovamento è occorso in circostanze tragiche: il corpo del ragazzo è stato infatti individuato da un pescatore che stava portando avanti la sua attività nel fiume Po’ nei pressi di Caselle Landi: la salma del giovane – dicono gli investigatori – era privo di testa al momento del ritrovamento ma le analisi del 112 e soprattutto la presenza di un documento di identità sul corpo hanno confermato che la salma appartiene al giovane. Stefano Barilli era scomparso l’8 febbraio senza lasciare traccia e nonostante alcuni presunti avvistamenti e gli appelli dei familiari, nessuno era più riuscito a ritrovare il giovane. Secondo gli investigatori, le modalità del ritrovamento fanno pensare ad un allontanamento volontario a cui è seguito un suicidio: “La testa non appare tagliata di netto ma, invece, vi sono lesioni compatibili con danni arrecabili dalla fauna acquatica”, ha spiegato il procuratore incaricato dei rilievi sulla vicenda, convinto che la lesione sul corpo del ragazzo non sia compatibile con un brutale omicidio.

In base alle analisi forensi, gli investigatori sono anche convinti che la morte del 23enne sia occorsa poco dopo la scomparsa: il ragazzo dunque, sarebbe scappato di casa per poi togliersi la vita, forse gettandosi nel fiume dove è stato poi ritrovato. Una teoria che adesso preoccupa anche chi sta seguendo il caso di Alessandro Venturelli, un altro giovane emiliano di 21 anni scomparso da Sassuolo in circostanze analoghe a quelle di Stefano Barilli, tanto che inizialmente sia i genitori dei giovani che i Carabinieri avevano avanzato l’ipotesi che i due fossero fuggiti per unirsi alla stessa setta. Un presunto avvistamento presso la Stazione di Milano – poi smentito – e l’inquietante intervento di una donna sui social network che diceva di sapere dove i due giovani si fossero trasferiti per fuggire alla loro vita di tutti i giorni avevano diretto le indagini verso una pista che alla luce del ritrovamento della salma di Stefano potrebbe ora essere smentita. In base ai nuovi elementi acquisiti, gli investigatori cercheranno di dare delle risposte certe alla famiglia di Stefano: non sarebbe la prima volta che un intricato mistero di questo tipo si risolve purtroppo nella scoperta di un allontanamento volontario culminato con il suicidio della persona scomparsa.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui