Covid, 429 morti. “Cento decessi segnalati dopo i vaccini, ma non bisogna preoccuparsi”, dice l’Aifa

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Sole24Ore, Giorno

L’Agenzia italiana del Farmaco ha riconosciuto l’esistenza di un nesso causale tra vaccino anti Covid e decessi solo in un caso. Ma le persone morte hanno raggiunto quota cento.

morti dopo vaccino
Getty Immages/Go Nakamura

Il Ministero della Salute informa che i casi totali – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 15.943 unità e portano il totale a 3.842.079. Nelle ultime ventiquattro ore 429 morti che fanno salire le vittime a 116.366 e 18.779 guariti che raggiungono quota 3.218.975. Totale persone vaccinate: 4.234.230.

I casi attualmente positivi scendono a 506.738, – 3285 rispetto a ieri. I pazienti ricoverati sono 24.743, – 844 mentre nelle terapie intensive 3366 assistiti, – 51 da ieri.

Covid, cento persone morte dopo il vaccino

In data 26 marzo 2021, nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza, sono state inserite 100 segnalazioni di persone decedute dopo aver ricevuto il vaccino anti Covid. Stando al numero di segnalazioni si può dire che il tasso di decessi è pare a 1,1 ogni 100 mila dosi di farmaco somministrate. Il dato è contenuto nel terzo Rapporto di farmacovigilanza sui vaccini Covid-19 dell’Aifa, l’Agenzia italiana del Farmaco. Tuttavia, nonostante le persone morte dopo l’iniezione di uno dei tre sieri attualmente inoculati in Italia siano cento, soltanto in un caso è stata dimostrata la sussistenza di una correlazione tra decesso e vaccino: si tratta di un uomo di 79 anni morto dopo tre giorni dalla somministrazione di un vaccino mRNA. L’uomo aveva, comunque, patologie pregresse. Il 53,9% dei decessi segnalati riguarda donne contro il 42,2% di uomini. L’età media delle persone morte dopo il vaccino è di 81 anni e il tempo intercorso tra la somministrazione del farmaco e il decesso va da un minimo di 2 ore ad un massimo di 28 giorni. In 74 casi sui cento segnalati, il decesso è avvenuto dopo la prima dose.

Un dato che potrebbe sorprendere è che non è il vaccino Vaxzevria di AstraZeneca quello per il quale sono state riportate più segnalazioni. In testa a tutti c’è il siero a mRNA di Pfizer-BioNTech con il 76% di segnalazioni. Seguono Moderna e AstraZeneca, entrambi con il 12%. Non si hanno segnalazioni riguardo Johnson&Johnson in quanto il 26 marzo non era ancora in uso in Italia. Nonostante ciò le maggiori polemiche continuano a ruotare proprio attorno ad AstraZeneca infatti sempre più anziani arrivano addirittura a disdire le prenotazioni. In alcune regioni si arriva a mille disdette giornaliere per il vaccino anglo svedese. E il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha recentemente informato che a partire dal 2022, in Italia, verranno somministrati solo Pfizer – il vaccino per cui sono stati segnalati più decessi – e Moderna. Decisione che sta facendo parecchio discutere il mondo scientifico. Contro questa scelta si sono già pronunciati il microbiologo patavino Andrea Crisanti e l’infettivologo milanese Massimo Galli. Entrambi, pur non negando gli eventuali rischi che ogni vaccino può comportare, sono tornati a sottolineare che, nella proporzione tra rischi e benefici, l’ago della bilancia pende decisamente a favore di questi ultimi.

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