Carabinieri chiamati alle 3 di notte, accorrono e in una palazzina trovano una strage

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Fonti ed evidenze: TGCom24, Today

Una tragedia sconvolgente quella che ha colpito una palazzina a Rivarolo Canavese nei pressi di Torino: un uomo ha dato il via ad una vera e propria strage.

orino strage 11 aprile 2021 leggilo.org
Carabinieri Facebook

La comunità di Rivarolo Canavese, in provincia di Torino è sconvolta  per una terribile quanto inaspettata strage che si è consumata nella notte in una palazzina del luogo. A perpetrarla, un uomo di 83 anni di nome Renzo Tarabella che ha utilizzato un’arma da fuoco per scatenare l’inferno nel complesso abitativo in cui risiedeva con la famiglia. Secondo la ricostruzione degli agenti dei Carabinieri intervenuti sul posto, è cominciato tutto attorno alle 3 di notte quando i militari stessi hanno ricevuto una telefonata dalla figlia dei proprietari della casa di Tarabella: la ragazza, non riuscendo a contattare i genitori, ha chiesto l’intervento del 112, preoccupata che fosse successo loro qualcosa. Sfortunatamente, le preoccupazioni della giovane si sono rivelate fondate e quando i militari hanno raggiunto il quinto piano della palazzina del comune di Torino hanno trovato una vera e propria strage.

I Carabinieri hanno infatti raggiunto il civico 46 di Corso Italia e hanno citofonato: a rispondere è stato proprio l’autore della strage, inizialmente collaborativo con le Forze dell’Ordine. All’improvviso il pensionato ha smesso di rispondere agli agenti, si è diretto verso il balcone e si è puntato alla testa una pistola calibro 9×21 regolarmente denunciata, sparandosi un colpo alla testa. A quel punto, i Carabinieri hanno fatto irruzione e hanno trovato il massacro: a terra nell’appartamento dell’uomo c’erano i corpi di Rosaria Valovatto, moglie 79enne dell’uomo e del figlio di Tarabella, un ragazzo di 51 anni di nome Wilson che soffriva di una disabilità psichica.

Un ulteriore indagine ha portato al ritrovamento dei genitori della ragazza che aveva contattato il 112: Osvaldo Dogherà, 74 anni e Liliana Heidempergher, 70 anni. Tutte e quattro le vittime della strage sono state uccise con l’arma da fuoco che l’uomo deteneva. Le motivazioni alla base della strage sono incerte: non è chiaro se l’83enne che adesso lotta tra la vita e la morte in ospedale abbia iniziato prima a sparare sulla propria famiglia e successivamente sui proprietari della sua abitazione o viceversa. Gli investigatori, tramite un colloquio con i vicini, stanno cercando di capire se a scatenare la furia dell’uomo possa essere stata una lite familiare o una discussione con i proprietari dell’appartamento o magari un tremendo raptus di follia.

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