E’ più pericolosa l’aspirina che prendete ogni giorno di AstraZeneca, dice il professor Remuzzi

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Fonti ed evidenze: AdnKronos, Fanpage

Mentre cresce la diffidenza verso il vaccino AstraZeneca, il direttore dell’Irccs Mario Negri Giuseppe Remuzzi prova a rassicurare sulla sicurezza delle vaccinazioni. 

astrazeneca remuzzi
Dan Kitwood/Getty Images/Archivio

Le numerose reazioni avverse sospette e le decisioni di diversi Stati europei di limitare l’uso del vaccino anti-Covid realizzato da AstraZeneca hanno contribuito ad accrescere la diffidenza nei confronti del trattamento realizzato dall’azienda anglo-svedese. Nonostante le verifiche effettuate dall’Agenzia Europea per il Farmaco – che ha ribadito come, nonostante il possibile collegamento con rarissimi casi di trombosi, i benefici del vaccino superino ampiamente i rischi collegati –  le preoccupazioni rimangono alte.

Diversi esperti, nelle ultime settimane, si erano spesi per cercare di rassicurare circa la sicurezza del trattamento: e se nei giorni scorsi sull’argomento era tornato il microbiologo Andrea Crisanti, ieri in difesa di AstraZeneca è intervenuto Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri. Intervistato dall’agenzia AdnKronos, Remuzzi ha spiegato che “il vaccino è più sicuro dell’aspirina, di qualunque antibiotico, di antiaritmici, antipertensivi. Per i farmaci di tutte queste categorie c’è un rischio di morte più alto di quanto non ci sia con il vaccino AstraZeneca“.

Secondo l’esperto “la tendenza ad associare al vaccino ogni decesso avvenuto nei giorni seguenti la vaccinazione” è fuorviante. “In Italia ogni giorno muoiono all’incirca 1.800 persone. Se vaccinassimo di colpo tutti gli italiani morirebbero 1.800 persone, i cui decessi non sono attribuibili al vaccino” spiega Remuzzi “non c’è nessuna evidenza che i vaccini causino più morti di quelle aspettate per qualunque causa, incluse le trombosi“.

Da uomo di scienza, il direttore del Mario Negri cerca di basare la sua analisi sull’osservazione dei dati: “in Gran Bretagna l’8 gennaio viaggiavano al ritmo di 59 mila contagi da coronavirus Sars-CoV-2 e 1.241 decessi, il 7 aprile sono a una media settimanale di 3.072 contagi e 31 decessi“, dice Remuzzi, che sottolinea l’impietoso confronto con la situazione del nostro Paese: “In Italia l’8 gennaio eravamo a 16.666 contagi con 760 decessi e al 7 aprile siamo a 16.499 contagi e 433 decessi. Questo dà l’idea di quanto è importante aver avuto i vaccini, di quanto salvano migliaia di vite. In Italia, dove siamo riusciti a immunizzare solo una piccola parte della popolazione, siamo ancora al numero di morti che avevamo prima”

Per quanto riguarda gli effetti collaterali, l’esperto spiega “le morti sospette legate al vaccino AstraZeneca in Italia sono 10 su 2 milioni. Sono dunque lo 0,0005% del totale“.

La posizione di Remuzzi è chiara: invece di lasciarsi vincere dalla paura, dovremmo guardare ai vaccini come all’unica, grande opportunità a nostra disposizione per metterci alle spalle la pandemia di Coronavirus, nel medio termine, per ridurre fortemente la necessità di occupare posti negli ospedali e nelle terapie intensive, riducendo “a poche decine” i morti in pochi giorni.

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