Cinzia è morta di trombosi, ma questo non significa che è colpa di AstraZenenca, dice l’autopsia

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Fonti ed evidenze: Messaggero, PalermoToday

L’autopsia effettuata sul corpo di Cinzia Pennino, l’insegnante di 46 anni morta dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca, ha confermato che il decesso della donna è stato causato da una trombosi. 

L'autopsia conferma che Cinzia Pennino è morta per una trombosi
Cinzia Pennino/Facebook

Cinzia Pennino, l’insegnante palermitana di 46 anni deceduta a due settimane dalla somministrazione della prima dose del vaccino anti-Covid AstraZeneca, è morta a causa di una trombosi. La diagnosi, che già era stata ipotizzata nelle ore successive al decesso, è stata confermata dall’autopsia eseguita sul corpo della professoressa dai medici legali Antonella Argo ed Elisabetta Orlando. A richiedere che venisse effettuato l’esame autoptico era stata la task force regionale che sta indagando sui numerosi decessi sospetti successivi alle vaccinazioni verificatisi in Sicilia: il caso di Cinzia, infatti, era arrivato dopo quelli di Stefano Paternò e Davide Villa – rispettivamente sottufficiale della Marina e agente di Polizia – mentre dopo la signora Pennino, un’altra insegnante, Augusta Turiaco, è morta a pochi giorni dalla vaccinazione.

L’autopsia ha quindi confermato la trombosi come causa della morte di Cinzia Pennino, anche se le analisi fin qui svolte non consentono di stabilire se questa possa essere direttamente collegata alla vaccinazione anti-Covid. Come avvenuto in precedenza a Siracusa, Trapani e Catania, anche la Procura di Palermo ha aperto un fascicolo conoscitivo in seguito alla segnalazione del caso da parte del Policlinico Paolo Giaccone di Palermo, dove la donna è deceduta.

Ieri si sono tenuti i funerali di Cinzia, celebrati all’istituto Don Bosco, cui la donna era particolarmente legata per via dell’impegno profuso negli anni presso le Comunità Palermo Ranchibile e Santa Chiara, dove prestava servizio.

Proprio nell’ambito della collaborazione con le comunità salesiane, Cinzia aveva preso parte ad alcune missioni umanitarie in Africa, in particolare in Madagascar e Senegal. Il suo ricordo, vivo all’interno delle Comunità, è stato celebrato durante le esequie e sono moltissimi i messaggi di cordoglio pubblicati in sua memoria.

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