Un’ispezione dei Nas trova 29 milioni di dosi nascoste nei magazzini

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Stampa, Fanpage

Le vaccinazioni stanno andando lentamente, troppo lentamente. Eppure, a quanto pare, le dosi non mancherebbero. Solo che anziché essere somministrate, vengono tenute chiuse in un magazzino di Anagni.

astrazeneca magazzino
Getty Immages/Chris McGrath

Il Ministero della Salute informa che i casi totali – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 21.267 unità e portano il totale a 3.440.862. Nelle ultime ventiquattro ore 460 morti che fanno salire le vittime a 106.339 e 20.132 guariti che raggiungono quota 2.773.215. Totale persone vaccinate: 2.624.201

I casi attualmente positivi salgono a 561.308, +654 rispetto a ieri. I pazienti ricoverati sono 28.438, +10 mentre nelle terapie intensive 3588 assistiti, +42 da ieri.

Ventinove milioni di dosi nascoste ad Anagni

In data 24 marzo 2021 le persone vaccinate in Italia sono meno di 3 milioni: meno di un ventesimo sul totale della popolazione. Sabato scorso metà dei cittadini adulti britannici aveva già ricevuto almeno la prima dose del farmaco. La speranza del Ministro della Salute Roberto Speranza – nonché del nuovo commissario per l’emergenza, il generale Figliuolo – di vaccinare tutti entro l’estate, sembra destinata a scontrarsi contro un’amara realtà: stiamo procedendo troppo lentamente. E questi ritardi, secondo alcuni esperti, rischiano di far saltare anche l’estate 2021 la quale potrebbe essere non dissimile – o forse peggiore – da quella che l’ha preceduta. Eravamo convinti che questa lentezza nella somministrazione dei vaccini fosse dovuta, soprattutto, alla mancanza di dosi. Ma, a quanto pare, non è così: nello stabilimento della Catalent – ad Anagni, nel Lazio ci sarebbero la bellezza di 29 milioni di dosi del vaccino Astrazeneca. Perché non utilizzarle? Perché – ha rivelato il quotidiano torinese La Stampa – sarebbero destinate al Regno Unito.

Le autorità italiane hanno scoperto l’esistenza di questo stock di fiale in seguito a un’indagine scattata su segnalazione della Commissione europea. Tutto è partito dalla visita del commissario Thierry Breton  presso lo stabilimento di Leida in Olanda – dove viene prodotto il vaccino di AstraZeneca destinato al mercato dell’Unione europea. Mentre ad Anagni avviene l’infialamento.  A inizio marzo, quando Breton ha visitato lo stabilimento olandese,  questo non aveva ancora ottenuto l’autorizzazione da parte dell’Agenzia europea del farmaco.  Ma – anche senza l’autorizzazione dell’Ema – la catena produttiva non si è mai interrotta e, nel frattempo,  le fiale di AstraZeneca – pronte ad essere iniettate -si sono accumulate nei magazzini. E oggi il risultato è questo: mentre in Italia meno di un ventesimo della popolazione è stata vaccinata, nei frigoriferi del magazzino di Anagni ci sono 29 milioni di dosi.

Ma perché lo stabilimento dei Paesi Bassi non è ancora stato autorizzato dall’Ema? Le istituzione Ue sospettano che il ritardo da parte dell’azienda nel fornire dati e documenti necessari ad ottenere il via libera, sia solo una tattica per poter garantire al Regno Unito una corsia preferenziale nella consegna del vaccino. L’unica certezza è che 29 milioni corrispondono a quasi il doppio di quelle che AstraZeneca ha consegnato fino ad ora all’Unione europea. Infatti, al momento, la casa anglo svedese ha consegnato ai 27 Paesi Ue appena 17 milioni di dosi. Questo quantitativo di vaccini “ostaggio” del magazzino di Anagni potrebbe colmare i ritardi accumulati nella campagna di vaccinazione. Mentre al Regno Unito servirebbero solo per garantire , a breve, la seconda inoculazione a tutti.  Ma – da quanto asserito dai commissari Ue – AstraZeneca sembra tutt’altro che nella direzione di rispettare gli impegni presi. Nell’ultima nota ufficiale, la casa farmaceutica parlava di consegne per 30 milioni di dosi. Ad oggi non pervenute.

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