Papà non voleva far male alla mamma, dice Arianna. Trovata la buca, il trolley e l’acido

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Fonti ed evidenze: Ansa, Repubblica

Emergono nuovi agghiaccianti dettagli sull’omicidio di Ilenia Fabbri, uccisa il 6 febbraio scorso nella sua abitazione di Faenza. 

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Ilenia Fabbri/Facebook

L’omicidio di Ilenia Fabbri, avvenuto il 6 febbraio scorso nella sua casa di Faenza, è arrivato dopo due tentativi di uccidere la donna andati precedentemente a vuoto. La sconcertante rivelazione arriva da Pierluigi Barbieri, l’uomo di 53 anni che ha tolto la vita a Ilenia su mandato dell’ex marito della donna, Claudio Nanni: i due erano stati arrestati il 3 marzo. Barbieri, reo confesso del delitto, ha raccontato agli inquirenti, nel corso di un interrogatorio, che i due precedenti tentativi erano falliti: in un caso, per colpa dello stesso assassino, che non era riuscito a orientarsi bene nell’abitazione della donna e a trovarne la camera da letto; nell’altro perché Nanni, che doveva dare il via all’azione con il proprio arrivo, si era presentato troppo tardi.

Barbieri, soprannominato “lo Zingaro” e ritenuto unico responsabile materiale della morte di Ilenia da Arianna – figlia della vittima che si dice convinta dell’innocenza del padre. Il reo confesso ha aggiunto dettagli e particolari alla confessione aggiungendo informazioni sui precedenti, falliti tentativi di omicidio della donna. Nanni, ritenuto da chi indaga il mandante del delitto – dietro pagamento a Barbieri di una somma di 20 mila euro e di un’auto usata – si è  avvalso della facoltà di non rispondere.

Il piano iniziale, secondo quanto raccontato dall’omicida, prevedeva di far sparire la donna all’interno di una valigia, cospargerla di acido e gettarla in una buca che era già stata scavata nelle campagne intorno a Faenza e che gli inquirenti, in base alle indicazioni ricevute dal reo confesso, avrebbero già identificato. Di più: sempre sotto la guida delle dichiarazioni di Barbieri, chi indaga avrebbe rinvenuto, in un magazzino di proprietà di Nanni, una vanga, un trolley e dell’acido. In un campo adiacente a una piazzola dell’autostrada A14 sarebbe stato ritrovato il manico di un martello da carpentiere con cui l’assassino aveva tentato di soffocare la donna prima di tagliarle il collo con l’arma del delitto, un coltello da cucina già ritrovato all’interno dell’abitazione.

Tutti i nuovi elementi emersi in seguito agli interrogatori di Barbieri non fanno che rafforzare l’ipotesi sostenuta sin dagli inquirenti: quella della premeditazione del delitto, aggravato da motivi abietti. A spingere Nanni e Barbieri ad agire sarebbe stata la volontà dell’ex marito di non corrispondere alla donna  somme di denaro che le spettavano e di rientrare nella disponibilità della casa coniugale.

Imbeccato da Nanni, Barbieri avrebbe quindi raggiunto Faenza all’alba del 6 febbraio e, una volta assicuratosi del fatto che il complice aveva lasciato la casa – dove si era recato per prendere la figlia Arianna, così da garantirsi un alibi per il delitto – si sarebbe introdotto nell’appartamento e raggiungere Ilenia. La donna si sarebbe strenuamente difesa e, dopo un inseguimento sulle scale, l’avrebbe ripetutamente colpita e accoltellata alla gola vicino alla cucina.

 

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