I medici non capiscono che sta male, mentono e perdono tempo. Silvana muore pochi giorni dopo

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Fonti ed evidenze: Fanpage; Il Messaggero

Silvana Inserra, ex modella di 47 anni muore dopo un intervento di liposcultura, il medico ora rischia il processo per omicidio colposo.

Getty Images / Mario Tama

Silvana Inserra, di Sorrento, aveva 47 anni, in passato era stata una modella “Una straordinaria bellezza che mi ha fatto girare la testa” ha dichiarato il marito. Aveva deciso di sottoporsi ad un intervento estetico presso un’importante clinica di Roma, la decisione era stata presa per effettuare una correzione data da una liposuzione precedentemente effettuata dallo stesso chirurgo ma in una diversa clinica della capitale, che le aveva lasciato un piccolo difetto. Doveva essere una questione di poche ore, quel 4 febbraio 2020, il marito l’aspettava pronto per passare con serenità le giornate successive, ma la donna non si risveglierà.

L’intervento, programmato ormai da un mese, era iniziato nella mattinata verrà  sospeso dopo 3 ore per effettuare una manovra di rianimazione e di intubazione. L’ex modella è stata trasferita all’Ospedale di San Giovanni, il più vicino dotato di un reparto di rianimazione. Sei giorni dopo Silvana muore. La procura di Roma ha aperto un’inchiesta sul decesso della donna dato. La causa sarebbe stata una complicazione a seguito dell’anestesia. Oggi, dopo un anno da quella morte inaspettata, il pm Pietro Pollidori ha richiesto il rinvio a giudizio per il medico con l’accusa di omicidio colposo. La morte infatti poteva essere evitata. I sintomi emersi subito dopo l’anestesia «i segni di ripetuti episodi di brachicardia, emergenti dai tracciati e scatenati dall’effetto farmacologico» sarebbero infatti stati rilevati per tempo ma è stato eccessivamente tardivo l’intervento rianimatorio con troppo ritardo è stato fatto il trasferimento all’ospedale, risultando a quel punto inutile. Sul momento il marito di Silvana era stato rassicurato: gli era stato detto che il trasporto al San Giovanni era da effettuarsi «solo per maggiore prudenza e accertare cosa fosse accaduto». Sono tutti dettagli, questi, che l’uomo ha ricordato ripercorrendo gli eventi di quella giornata e che sono serviti ai magistrati per ricostruire il quadro delle responsabilità. Il marito si è costituito parte civile. Ancora non ha avuto ne’ pace ne’ giustizia «non riesco ancora a parlare di lei, di quello che le è successo. Quell’intervento l’ha uccisa e devastato la nostra vita, i nostri progetti. Il dolore è ancora troppo forte».

 

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