La cinta dell’accappatoio intorno al collo: bambina di 12 anni trovata impiccata nel bagno

0
904
Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Messaggero

Mesi fa, un tremendo caso di cronaca vide la morte di una bambina che aveva probabilmente visionato una sfida mortale sul social Tik Tok. C’è un altro caso simile.

Tik Tok challenge 16 Marzo 2021 leggilo.org
Getty Images/Sean Gallup

Tragedia ad Ivrea dove un’adolescente di 12 anni è stata ritrovata priva di vita dopo quello che sembra essere un suicidio, forse legato alla famigerata blackout challenge di Tik Tok. Mesi fa, nacque un caso mai del tutto chiarito sul social network che portò a grandi polemiche sull’uso dei cellulari da parte dei minori: una bambina piccola di Palermo si tolse infatti la vita dopo aver utilizzato una cintura per privarsi del respiro come suggerito – secondo quanto hanno scoperto gli investigatori – da una macabra sfida che aveva visionato proprio sul social network. Ora, l’ombra di quel terrificante caso si abbatte anche sulla provincia di Ivrea di Borgofranco: la 12enne si è infatti soffocata con la cintura dell’accappatoio del padre, un modus operandi pressoché identico a quello del caso di Palermo. Infatti, i parenti della vittima hanno rivelato che la ragazza passava molto tempo sulla piattaforma Tik Tok dove forse è entrata in contatto con un’altra delle challenge incriminate. “Lei chattava in continuazione su quel social. Siamo stati insieme fino alle 5 di pomeriggio. Era serena e parlava dei progetti per il suo futuro. È inspiegabile che poche ore dopo possa aver fatto una cosa del genere”, il racconto dello zio della bambina, Domenico.

Un racconto che trova conferma nelle parole della sorella minore della vittima che ha parlato di “un gioco sui social” riferendosi al drammatico ritrovamento della sorella più grande. Ma i parenti non riescono a capacitarsi di un dramma così assurdo: “Per noi adulti è impossibile controllare i ragazzi. O gli blocchiamo l’accesso ai social oppure obiettivamente non abbiamo strumenti“, prosegue il racconto lo zio. Anche se il coinvolgimento dei social network nei casi precedenti in cui dei minori si sono tolti la vita non è mai stato completamente appurato, le Forze dell’ordine si sono imbattute in più di un canale che trasmetteva contenuti estremamente pericolosi su Tik Tok, come una challenge dove ci si deve legare del nastro adesivo al volto fino a non respirare più. Naturalmente, un adulto difficilmente imiterebbe una sfida così pericolosa ma dei bambini più piccoli possono non rendersi conto dei rischi che corrono finché non è troppo tardi.

Un’altra teoria su quanto è accaduto a Borgofranco – che i Carabinieri però non reputano ancora attendibile – arriva dalle amiche della ragazza che ha perso la vita. Secondo alcune di loro, la 12enne avrebbe infatti pianificato il gesto fatale per ragioni sconosciute, annunciando anche la sua intenzione sulla stessa chat del social network incriminato. Ma allora se così fosse perché la ragazza non è stata fermata? A questa domanda risponderà forse la Procura dei minori di Torino che sta seguendo il caso. Social network o meno, da quando la pandemia di Covid si è abbattuta sul paese i casi in cui adolescenti e bambini finiscono per farsi del male per loro scelta sono aumentati così come gli episodi depressivi ed i suicidi per persone in età adulta. Gli psicologi sono molto preoccupati: la situazione corrente non mette a rischio soltanto la salute delle persone ma anche la loro situazione psicologica ed il loro benessere mentale.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui