Marco morto sulla Roma-Fiumicino, finiscono nei guai gli automobilisti che si sono fermati a raccogliere il denaro

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Repubblica

Gli automobilisti che si sono fermati lungo l’autostrada Roma-Fiumicino per raccogliere del denaro volato sull’asfalto potrebbero aver favorito lo scontro tra Marco Querini, morto nell’incidente, e la donna di 84 anni che lo ha investito: gli sciacalli rischiano ora l’accusa di concorso in omicidio stradale. 

Morte di Marco Querini, gli sciacalli ora rischiano grosso
Jeff J. Mitchell/Getty Images/Archivio

Le testimonianze raccolte nelle ore successive al drammatico incidente costato la vita, sabato scorso, a Marco Querini, avevano sin dal primo momento tratteggiato un quadro sconcertante: mentre l’uomo – agonizzante dopo essere stato travolto da una Fiat 500 guidata da una donna di 84 anni – veniva soccorso disperatamente dai sanitari accorsi sul luogo dello scontro, alcune persone si sarebbero fermate e, a pochi metri di distanza dal corpo straziato di Querini, avrebbero cercato di raccogliere delle banconote sparse sull’asfalto. Erano stati proprio quei soldi a innescare la serie di eventi che ha condotto all’incidente: Marco, infatti, aveva accostato la sua Punto proprio per recuperare il denaro che, ritenuto in un primo momento essere di sua proprietà e volato fuori dal finestrino aperto, era probabilmente stato precedentemente perduto da un altro automobilista transitato in quel punto della Roma-Fiumicino.

Ora questi sciacalli, che senza curarsi del dramma in corso a pochi passi da loro avevano cercato di recuperare quel denaro, rischiano l’accusa di concorso in omicidio stradale. La Procura di Roma sta infatti valutando anche questa ipotesi, dopo un’attenta analisi dei fatti e una ricostruzione degli eventi che, via via, sta prendendo forma. Attualmente, la sola indagata è la signora di 84 anni che ha travolto Querini che, sceso dalla propria auto, cercava a sua volta di intascare il denaro volato sull’asfalto in circostanze ancora non chiare. Dalle testimonianze fin qui raccolte, però, risulterebbe che oltre alla vittima sarebbero state numerose le persone che, notato il denaro sull’asfalto, si sarebbero fermate, dando vita a una lunga fila di auto e persone.

La caccia al denaro, poi, non si è interrotta neanche dopo il terribile scontro: Querini, circondato dai soccorritori e devastato dalla 500 della pensionata, era a terra; vicino a lui, decine di persone intente ad accaparrarsi qualche banconota da 50 o da 100 euro. Ora la Procura sta cercando di accertare se la ressa si sia formata prima o dopo l’incidente: nel caso in cui la fila di cacciatori di banconote fosse antecedente all’impatto, infatti, chi indaga dovrà verificare se uno, o alcuni degli automobilisti possano aver influenzato la guida della donna, magari inducendola a compiere la manovra costata la vita a Querini.

Se queste circostanze dovessero essere confermate dalle indagini, diversi degli sciacalli in questione potrebbero finire sul registro degli indagati, con il pm Francesco Cascini pronto ad accusarli per concorso in omicidio stradale. Per loro, tuttavia, rimane anche aperta l’ipotesi dell’accusa di blocco stradale, che potrebbe essere mossa nei loro confronti qualora si realizzasse che con il loro comportamento abbiano “soltanto” intralciato il passaggio di altre automobili.

L’ultima, e meno grave, possibilità per gli sciacalli riguarda l’ipotesi che venga loro comminata una sanzione amministrativa compresa tra i 100 e gli 8 mila euro per aver intascato il denaro: una fattispecie che, fino al 2016, avrebbe configurato il reato di impossessamento di cosa smarrita, abrogato però 5 anni fa e sostituito, appunto, con una sanzione civile. Gli automobilisti coinvolti, dunque, potrebbero vedersi recapitare nele prossime settimane una multa, mentre gli investigatori continuano a passare al vaglio le immagini raccolte dalle telecamere di videosorveglianza e si apprestano ad ascoltare altri testimoni.

 

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