Morte dei genitori, Benno racconta i suoi venti minuti di follia e orrore

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, TGCom24

La confessione di Benno Neumair, reo confesso per l’omicidio dei genitori Peter Neumair e Laura Perselli si fa più articolata: è finito tutto in nemmeno 20 minuti.

Benno genitori 21 marzo 2021 leggilo.org-2

Una violenta lite, l’ennesima, poi Benno Neumair ha deciso al culmine di uno dei suoi frequenti scatti d’ira di chiudere per sempre con i suoi genitori. La confessione dell’appassionato di fitness trentino sull’omicidio di Peter Neumair e Laura Perselli – raccolta dai magistrati – è una fotografia di una situazione familiare difficile, portata all’esasperazione da quell’ultimo litigio culminato con le parole offensive del padre del ragazzo che hanno scatenato la sua folle furia: Papà mi rinfacciava che non valessi niente. Era uscito fuori il discorso delle mie responsabilità, e mia sorella… Mi sono sentito così alle strette, così senza una via d’uscita”, racconta Benno in merito all’omicidio dei genitori ai magistrati che lo ascoltano in vista del processo che chiuderà definitivamente il caso che ha scosso Bolzano e che per lunghe settimane è rimasto senza risposta a causa dei depistaggi del giovane. “Sono andato in camera mia per non dover più discutere, come spesso accadeva. E’ scoppiata una discussione sui soldi. Volevo solo che stesse zitto così ho preso le funi da arrampicata dalla bacinella”, prosegue Benno, raccontando gli ultimi istanti di Peter Neumair.

Il ragazzo, stanco di quella discussione, avrebbe compiuto l’atto estremo. Benno non ricorda nemmeno tutti i dettagli del suo raptus di follia omicida: “Eravamo in corridoio. Siamo cascati insieme per terra, non so se l’ho strozzato da dietro o da davanti. Ricordo solo che ho stretto molto forte. Poi sono rimasto seduto, o sdraiato in corridoio”, prosegue il racconto il reo confesso. Quando è rincasata Laura Perselli, non ha avuto scampo: “Mi è venuto di fare la stessa roba, l’ho aggredita senza nemmeno salutarla“, conclude il racconto il ragazzo. Il tutto è durato poco meno di venti minuti prima che Benno Neumair decidesse come disfarsi non solo dei corpi dei genitori ma anche delle prove. Benno a quel punto, si sarebbe disfatto dei cellulari delle vittime, ha raccontato, uscendo di casa dopo il delitto. “Il cellulare della mamma era caduto per terra, ho avuto paura, mi sono messo i pantaloni, sono uscito col cellulare della mamma e con quello del papà che aveva lo schermo scheggiato. Ho preso la bici, ho iniziato a pedalare fino a ponte Roma. Ho lanciato dalla pista ciclabile i cellulari, tra il ponte di legno e il ponte, verso il fiume. Ma non so se sono finiti nel fiume o se sono rimasti sull’argine“.

Benno dopo torna a casa: “C’era il corpo della mamma all’ingresso. Sono andato in bagno, ho acceso la stufa per riscaldarmi. Lì c’erano i pantaloni miei, che avevo indossato in precedenza, con dentro il mio telefono. Ho telefonato alla mamma – ha raccontato. La chiamata era evidentemente il tentativo di crearsi un alibi “Ero contento che il telefono squillasse, perché poteva significare che mi fossi sognato tutto

La confessione è l’ultimo tassello che mette definitivamente il punto su un caso intricato e brutale che fin dai primi istanti si era rivelato pieno di depistaggi, tutti ad opera dell’assassino che ha agito quindi da solo. Ora Benno affronterà il processo per l’omicidio di entrambi i genitori: i loro corpi – secondo un altro interrogatorio sottoposto al ragazzo – sarebbero stati gettati nel fiume. Benno per la prima volta nel corso degli interrogatori a cui è stato sottoposto avrebbe mostrato un accenno di pentimento. Ma la sorella, che ha pensato a lui dal primo momento come responsabile della scomparsa di Peter e Laura,  è convinta che stia fingendo.

 

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