Astra Zeneca, sei Procure indagano sugli effetti del vaccino. E a Napoli c’è un altro caso

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Fonti ed evidenze: Quotidiano, Gazzetta del Sud

In anticipo rispetto alla decisione di ieri dell’Aifa, che ha sospeso temporaneamente la somministrazione del vaccino AstraZeneca, ben sei Procure italiane hanno avviato indagini per stabilire l’eventuale esistenza di un nesso tra il trattamento anti-Covid e alcune morti sospette. 

AstraZeneca, oltre all'Aifa ci sono le Procure: tutte le indagini in corso
Antonio Masiello/Getty Images/Archivio

Nella giornata di ieri è arrivata la decisione dell’Agenzia Italiana del Farmaco di sospendere in blocco la somministrazione del vaccino AstraZeneca almeno fino a giovedì 18 marzo, data per la quale è prevista una nuova – e presumibilmente definitiva – presa di posizione dell’Ema circa la sicurezza e l’affidabilità del farmaco prodotto dall’azienda farmaceutica anglo-svedese. Prima dell’intervento dell’Agenzia, però, ben sei Procure italiane avevano, nei giorni scorsi, avviato indagini per chiarire le ragioni di alcuni decessi sospetti.

E’ il caso di Biella, dove la morte del docente Sandro Tognatti, arrivata a circa 17 ore di distanza dalla somministrazione del vaccino, ha spinto la Procura ad aprire un indagine contro ignoti con l’accusa di omicidio colposo. Nella mattinata di oggi sul corpo dell’insegnante verrà effettuata un’autopsia il cui esito sarà probabilmente decisivo per chiarire l’eventuale “sussistenza di nesso eziologico” tra il vaccino AstraZeneca e il decesso dell’uomo, non escluso fino a questo momento dal Procuratore Teresa Angela Camelio, chiamata a coordinare le indagini. Era stata la stessa Camelio, ancor prima della decisione dell’Aifa, a disporre il sequestro del lotto da cui proveniva la dose di vaccino somministrata a Tognatti: ABV5811, pari a più di 393 mila flaconi che i Carabinieri del Nas hanno prelevato in tutta Italia, tra hub regionali e centri di vaccinazione.

Ancor prima era toccato al lotto ABV2856, il cui blocco era stato disposto in seguito al decesso del sottufficiale della Marina Militare Stefano Paternò, sul quale indaga la Procura di Siracusa che, in attesa di avere a disposizione i risultati dell’autopsia e degli esami tossicologici e istologici ha autorizzato la celebrazione dei funerali, previsto per domani pomeriggio, alle 16, nel duomo di Catania. Intanto, per fare chiarezza sulla morte del quarantatreenne, nella giornata di ieri gli ispettori del Ministero della Salute si sono presentati sia all’Ospedale Umberto I di Siracusa che nella base militare di Augusta, dove Paternò prestava servizio, senza rilevare anomalie.

Oltre a quelle di Biella e di Siracusa, anche le Procure di Catania, Trapani, Bologna e Napoli hanno a loro volta avviato indagini di verifica sull’eventuale collegamento del vaccino AstraZeneca con alcuni casi di decessi ritenuti sospetti. Nel capoluogo campano l’attenzione è puntata sulla cinquantaquattrenne Sonia Battaglia, ricoverata all’Ospedale del Mare tra la vita e la morte dopo aver ricevuto una dose di vaccino AstraZeneca proveniente dal lotto ABV5811, lo stesso del professor Tognatti. Anche la donna, come il docente, non aveva patologie pregresse, ma dal momento della vaccinazione la sue condizioni sono improvvisamente peggiorate: “Mia madre è sempre stata una persona in salute, non aveva malattie“, ha raccontato all’Ansa Raffaele Conte, figlio di Sonia. Dopo “due, tre giorni” dalla somministrazione, ricorda ancora, “ha iniziato ad avere la febbre, poi le è passata. Ma il giorno dopo ha iniziato a vomitare forte tutto il giorno. Le abbiamo dato un farmaco che ha avuto effetto, ma il giorno dopo ha ripreso a vomitare. Poi ha iniziato a storcere il labbro, non riusciva a parlare bene“.

A quel punto, preoccupati, i familiari della donna hanno deciso di chiamare un’ambulanza. Era il 12 marzo: “Sono venuti a casa, l’hanno controllata ma ci hanno detto che non necessitava il ricovero e di tenerla sotto controllo a casa. Il 13 mattina non riusciva a muovere il lato sinistro del corpo“, dice ancora Raffaele. “Le chiedevamo di fare dei movimenti e lei pensava che stava muovendo il braccio, invece non era vero. A quel punto l’ho presa e l’ho portata io stesso all’Ospedale del Mare a Ponticelli“, dove Sonia si trova tuttora ricoverata. La tac alla testa ha evidenziato un’emorragia cerebrale e, dopo ulteriori controlli, è emersa un’occlusione dell’aorta causata da una placca. “Due ore dopo ci hanno detto che ha avuto dei trombi polidistrettuali e anche un infarto. A quel punto è stata messa in coma farmacologico e ora è in terapia intensiva“, spiega, disperato il figlio di Sonia: “I medici non trovano una spiegazione, mia mamma era sanissima“.

 

 

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