LIVE – Non è la D’Urso, il dolore di Mirko Casadei: “Papà non era stato ancora vaccinato”

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Dopo la morte di Raoul Casadei a 83 anni per Covid si è fatto sentire in tv il figlio Mirko, ricordando il padre e svelando alcuni dettagli su come è andata la malattia. Ecco le sue parole a “LIVE – Non è la D’Urso”.

Mirko Casadei

Raoul Casadei è deceduto a causa del Covid-19 e il figlio Mirko a LIVE – Non è la D’Urso lo ricorda in tv, raccontando come sono andati gli ultimi giorni di vita del padre e svelando un dettaglio che ha fatto indignare molti. Ecco che cosa ha detto.

Non ce l’ha fatta Raoul Casadei. Il noto musicista romagnolo se ne è andato all’età di 83 anni: letale per lui è stata la polmonite bilaterale per Covid-19 che non gli ha lasciato scampo.
A ricordarlo, durante un collegamento con Barbara D’Urso a “Live – Non è la D’Urso” è stato suo figlio Mirko, che aveva già “ereditato” la vena musicale dal padre con il quale, fino all’avvento del Covid nel 2020, faceva ballare le persone portando la tradizione popolare nelle piazze e tra la gente.

Gli ultimi giorni di Raoul Casadei: il racconto del figlio Mirko

Tutto è partito quando ci siamo contagiati in famiglia. Abitiamo in una casa tutti insieme: 5 famiglie, 14 persone tra adulti e bambini. Tutti infettati con il Covid pur stando attenti al massimo. Io sono stato l’unico a non essere contagiato ma purtroppo i miei genitori che sono più anziani sono quelli che hanno sofferto di più, insieme a mia sorella Mirna“, inizia a spiegare Mirko, collegato da casa con lo studio di LIVE – Non è la D’Urso, talk in onda su Canale 5.

Mirko Casadei

Raoul non era stato ancora vaccinato

Come racconta l’uomo, è stato inevitabile il dilagarsi del contagio all’interno del nucleo familiare. È stato proprio quando sembrava che l’allarme stesse rientrando che Raoul ha iniziato ad avere la febbre molto alta. “Poi tosse e stanchezza, mal di testa“, aggiunge Mirko. E qui la fatidica domanda della conduttrice Barbara D’Urso: “Ma scusa, lui non era stato chiamato per il vaccino?” “No, non era stato ancora chiamato“.
La risposta ha fatto storcere il naso a molti telespettatori da casa, che si sono indignati per i ritardi nella campagna di vaccinazione in Italia. Un vaccino somministrato a tempo debito infatti avrebbe con ogni probabilità salvato la vita a Raoul come a molti altri pluri ottantenni che in questi giorni stanno perdendo la vita.

L’inizio di polmonite e il ricovero

È stato ricoverato quasi più per precauzione perché aveva un inizio di polmonite. È entrato nell’ambulanza con le sue gambe, ci ha salutati col suo sorriso sempre stampato sulla faccia“, continua a raccontare il figlio, con un velo di tristezza ma mantenendo sempre un atteggiamento positivo.
Sarebbe stato dopo il suo arrivo all’ospedale di Cesena che Raoul ha iniziato ad aggravarsi: in pochi giorni, circa una settimana, la polmonite bilaterale è diventata particolarmente aggressiva e ha causato il decesso dell’uomo.

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I collegamenti video con il tablet

Siamo riusciti a collegarci con lui nei giorni precedenti grazie alle infermiere del reparto Covid di Cesena e l’abbiamo visto tramite il tablet in video conferenza. Era in forma, sorridente, allegro. Sembrava il Raoul di sempre ma dopo pochi giorni la situazione si è aggravata“, continua a raccontare Casadei a Barbara D’Urso. Nonostante il triste epilogo, Mirko ci ha tenuto a ringraziare in tv tutti i medici e lo staff del reparto Covid di Cesena. “Le battaglie si possono vincere o si possono perdere, ma loro sono sempre in prima linea e lo fanno con il cuore, con una grande attenzione e grande sacrificio. Li voglio veramente ringraziare“, ha fatto sapere.

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