Docente muore dopo il vaccino AstraZeneca: Sandro Tognatti, aveva 57 anni

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Fonti ed evidenze: Ansa, Riformista

Un docente è morto a Biella dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino anti-Covid realizzato da AstraZeneca. Si chiamava Sandro Tognatti e aveva 57 anni. 

Quella di ieri è stata l’ennesima giornata ricca di polemiche sul fronte vaccini. Al centro del dibattito la Regione Piemonte, che in seguito alla morte di un docente di 57 anni, morto a Biella dopo aver ricevuto una dose del trattamento anti-Covid AstraZeneca, ha deciso di sospendere la somministrazione del siero prodotto dall’azienda farmaceutica anglo-svedese. Una decisione presa, secondo quanto comunicato dall’amministrazione regionale “in via precauzionale” e in attesa di valutare l’esistenza di un “nesso di causalità” tra l’iniezione e il decesso dell’uomo. La sospensione per il farmaco AstraZeneca è durata appena un paio d’ore: già nel pomeriggio di ieri, infatti, dopo il coinvolgimento della commissione piemontese sulla farmaco-vigilanza, la Regione ha corretto il tiro del proprio intervento, limitando l’interruzione al lotto da cui proveniva la dose somministrata al docente. E così nel giro di poco sono regolarmente riprese le somministrazioni di dosi provenienti da fiale prodotte in lotti diversi da quello sospetto – ABV5811 – individuato a stretto giro di posta.

L’insegnante deceduto a Biella si chiamava Sandro Tognatti, aveva 57 anni ed era originario di Cossato, in provincia di Biella. L’uomo aveva ricevuto la prima dose di vaccino nella giornata di domenica a Candelo. Laureato in clarinetto al conservatorio di Novara, Tognatti suonava per l’orchestra Rai di Torino. A dare la notizia della sua morte è stata la moglie, Simona Riussi, anche lei insegnante di musica presso le scuole medie di Cossato. Ora sul corpo del docente dovrà essere effettuata un’autopsia, volta ad accertare le cause del decesso e a ricercare eventuali nessi di causalità con la ricezione del trattamento vaccinale anti-Covid.

La morte a Biella del docente Sandro Tognatti, che si aggiunge a quelle del sottufficiale della Marina Stefano Paternò, di 43 anni e dell’agente dell’Anticrimine di Catania, Davide Villa, di 50 anni, accresce ulteriormente l’apprensione che si sta venendo a formare attorno al vaccino AstraZeneca. Un timore diffuso – testimoniato dal crescente numero di disdette da parte di utenti prenotati per la vaccinazione – rispetto al quale sembrano vane le continue rassicurazioni fornite in materia sia dall’Agenzia Europea per i Medicinali che dall’Agenzia Italiana del Farmaco, che ancora ieri, per bocca del Presidente Giorgio Palù, ribadiva la piena sicurezza ed affidabilità del siero anglo-svedese.

Intervistato da Lucia Annunziata a “Mezz’ora in più” su Rai3, Palù  ha assicurato che “non c’è nessun rischio con Astrazeneca, visto che “non c’è nessuna correlazione sinora dimostrata né un nesso causale” tra la somministrazione del vaccino e le morti che si sono verificate. “I vaccini in Italia e in Europa sono tutti efficaci e sicuri, ma continueremo a verificare e controllare tutto con la massima attenzione“, ha inoltre affermato il Ministro della Salute Roberto Speranza, sottolineando come la somministrazione, in tutto il mondo, di oltre 350 milioni di dosi di vaccini anti-Covid non possa non testimoniare la piena sicurezza dei trattamenti attualmente in circolazione.

Intanto, però, alle inchieste avviate da alcune Procure siciliane per i casi di decesso avvenuti sull’isola, si aggiunge un fascicolo aperto dalla Procura di Bologna, che intende fare luce sulla morte di un altro docente, Giuseppe Morabito, morto a 61 anni dieci giorni dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca.

 

 

 

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