AstraZeneca, la moglie del docente morto a Biella: “Non aveva altre patologie. Ho provato a chiamarlo”

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Fonti ed evidenze: Messaggero, Stampa

I decessi in seguito ai vaccini AstraZeneca per gli esperti non hanno nulla a che fare con il medicinale. Parla la moglie dell’ultima vittima, spiegando cosa è successo.

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Getty Images/Antonio Masiello

I vaccini AstraZeneca sono negli ultimi giorni sono i riflettori di esperti e cronisti a causa di alcuni decessi che hanno avuto come ultima vittima nelle ultime ore un professore piemontese, il 57enne Sandro Tognatti, che non soffriva di patologie pregresse. I medici sono convinti che il vaccino non abbia una relazione diretta con la morte dell’uomo o di altre persone che hanno ricevuto l’iniezione e anche la moglie della vittima – a sua volta vaccinata – non crede che il farmaco AstraZeneca sia responsabile del decesso anche se richiede comunque ricerche su quanto è accaduto. Simona Riussi, moglie di Sandro Tognatti, ha deciso coraggiosamente di affrontare un’intervista con Il Messaggero per parlare di quanto è successo e raccontare cosa è accaduto in quelle drammatiche ore al marito: “Era in perfetta salute: non soffriva di cuore o altro. Aveva i globuli rossi nel sangue più piccoli della norma, ma non era una condizione legata all’anemia mediterranea”, spiega la donna riguardo allo stato di salute del marito al momento della somministrazione del farmaco: anche il più piccolo dettaglio riguardo le sue condizioni prima di ricevere l’iniezione era stato riferito ai medici che avevano deciso di procedere con la somministrazione della dose, dando l’ok. L’uomo era anche risultato negativo al tampone per Covid: Aveva anche fatto il tampone molecolare pochi giorni prima”garantisce Simona.

L’uomo ha iniziato a soffrire di alcuni sintomi preoccupanti sabato notte, ore dopo l’iniezione: “Nella notte ha avuto la febbre. Io stavo sbrigando alcune cose in casa, mentre lui ha detto che preferiva riposare. Ho provato a chiamarlo dal piano di sotto ma non rispondeva. Quando sono andata a vedere come stava mi sono accorta che non respirava“, continua il tremendo racconto Simona. Quando l’ambulanza del 118 è arrivata a casa Tognatti, l’uomo era già deceduto. Sia Sandro che sua moglie non erano affatto impensieriti per i recenti fatti di cronaca riguardanti il vaccino AstraZeneca: “Era tranquillo. Ne avevamo parlato perché lo dovevamo fare tutti in famiglia, siamo tutti insegnanti. E guardando le statistiche era tranquillo. Pensava che fosse l’unica strada per tornare alla normalità”, ricorda Simona. Nonostante la tragedia, la donna ci tiene a ricordare che la fiducia nel vaccino è l’unico modo rapido per sconfiggere la pandemia e ritornare alla normalità, una convinzione che condivideva con il marito che sperava di poter tornare a lavorare come docente di conservatorio senza le restrizioni dovute alla pandemia, un lavoro che amava: “Ufficialmente non c’è ancora un legame su quanto accaduto. Voglio che sia fatta chiarezza. Lui diceva che poche decine di casi sospetti su milioni di vaccini eseguiti erano pochi. Almeno guardando alla statistica”, riflette la donna con i giornalisti, convinta che servano accertamenti ma che non ci siano prove che i vaccini siano legati alla tragedia. Quanto è accaduto a Biella si lega ai casi avvenuti in Sicilia che hanno portato anche alcuni agenti di polizia a disdire l’iniezione del farmaco AstraZeneca: “Bisogna fare chiarezza per capire se si è sbagliato qualcosa e andare avanti con il piano di vaccinazione”, l’appello di Simona.

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