Il prof Silvio Garattini sui decessi dopo il vaccino Astra Zeneca “Sarebbero morti ugualmente”

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Adnkronos

In seguito ad alcune polemiche sul vaccino Astra Zeneca, considerato meno sicuro di altri, il professor Garattini cerca di calmare gli animi e spiega alcune questioni.

Vaccino Astrazeneca 12 Marzo 2021 Leggilo.org-2
Getty Images/Cristopher Furlong

C’è scetticismo nei confronti del vaccino Astra Zeneca, soprattutto dopo alcuni decessi che – inizialmente considerati causa del farmaco stesso – hanno portato allo stop delle somministrazioni di un intero lotto del medicinale in Italia. I maggiori enti legati alla Sanità europea stanno indagando sull’accaduto ma nel frattempo, l’Ema ricorda che non esiste ancora un legame certo tra il decesso di alcune persone nel nostro paese e l’utilizzo del vaccino Astra Zeneca. A pensarla così è anche il fondatore del rinomato Istituto di ricerca Mario Negri, un’eccellenza sanitaria del nostro paese ovvero Silvio Garattini. Il professore ha parlato nel corso di un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, chiedendo cautela riguardo accuse contro il farmaco: “Il blocco del lotto di vaccini è qualcosa che bisogna fare quando c’è un pericolo potenziale ed è logico si faccia. Ci sarà una commissione che deciderà se i problemi siano o no in relazione coi vaccini”, esordisce il professore.

Garattini non esclude comunque che il vaccino Astrazeneca possa finire ancora sotto inchiesta. Ma la colpa – per il medico – non va attribuita direttamente al medicinale quanto alle condizioni mediche pre esistenti non legate al farmaco che continuano ad uccidere soprattutto a causa del sovraffollamento degli ospedali in molte aree: “Le patologie che normalmente avvengono continueranno ad avvenire. Non c’è dubbio che avremo tanti di questi episodi. Quelle persone sarebbero morte comunque“, spiega il professore ricordando comunque che c’è un’indagine in corso sull’accaduto. I decessi quindi non sarebbero stati causati dal vaccino bensì da altre malattie o malori improvvisi. A riprova di questa tesi, Garattini ricorda che durante la somministrazione del farmaco in Israele e Gran Bretagna – paesi che sono già a buon punto con la campagna di vaccinazione – episodi simili non si sono verificati o meglio, non sono mai stati registrati casi accertati in cui il vaccino ha ucciso qualcuno. Le investigazioni riguardo gli episodi comunque proseguono: non è da escludere nemmeno l’ipotesi – ritengono gli esperti – che sia andato storto qualcosa con un numero limitato di dosi per ragioni ancora sconosciute.

Nel frattempo, sempre Garattini ricorda che la situazione epidemiologica nel paese non è delle più rosee: mentre si prospettano nuove chiusure – spiega il medico – il rischio è di tornare a toccare decine di migliaia di contagi al giorno. Circa 40.000, secondo la sua previsione: “Da un lato esiste il diritto dei cittadini di saperlo in anticipo e dall’altro la tempestività. Perché non è che si possa aspettare tanto tempo, quando le cose sono ormai molto chiare”, ha detto in proposito all’istituzione della zona rossa in quasi tutta Italia il medico.

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