Sequestrato il lotto ABV2856 di AstraZeneca ma potrebbe non bastare: altre due morti sospette

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Ansa, Corriere della Sera

Aperte inchieste in diverse regioni d’Italia a seguito dei decessi avvenuti dopo la somministrazione del vaccino di AstraZeneca. Non si tratta di un solo lotto di dosi. 

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Getty Immages/Go Nakamura

Il Ministero della Salute informa che i casi totali – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 26.824 unità e portano il totale a 3.175.807. Nelle ultime ventiquattro ore 380 morti che fanno salire le vittime a 101.564 e 14.443 guariti che raggiungono quota 2.564.926. Totale vaccinati: 1.883.632.

I casi attualmente positivi salgono a 509.317, +11.967 rispetto a ieri. I ricoverati nei reparti ordinari sono 23.656, +409 mentre in terapia intensiva 2914 assistiti, +55 da ieri.

Covid e AstraZeneca: al via le indagini sui decessi

In un momento in cui l’Italia cerca con tutte le forze di recuperare il ritardo sulle vaccinazioni, l’Agenzia italiana del farmaco – Aifa – ha emesso il divieto di utilizzo del lotto ABV2856 del vaccino di AstraZeneca. Il lotto era già stato distribuito su tutto il territorio nazionale. Il blocco del lotto è avvenuto in seguito a tre decessi avvenuti dopo l’iniezione del vaccino anti Covid prodotto dalla suddetta casa farmaceutica. In tre Paesi europei, invece, è stata bloccata la somministrazione in toto del vaccino AstraZeneca a seguito di gravi reazioni avverse. I decessi registrati in Italia sono avvenuti in Sicilia e in Campania. Al momento non è ancora stato provato un nesso di causalità tra le tre morti e il vaccino. L’ Agenzia europea dei medicinali – Ema – ha affermato che si può continuare ad utilizzarlo mentre sono in corso indagini più approfondite.

Uno dei tre deceduti dopo la somministrazione di AstraZeneca era un  sottufficiale della Marina, si chiamava Stefano Paternò e aveva solo 43 anni. Era in servizio nella base navale di Augusta. La seconda vittima era un agente dell’Anticrimine di Catania, si chiamava Davide Villa e aveva 50 anni. A differenza di Paternò – deceduto a poche ore dalla somministrazione della prima dose di AstraZeneca – Villa è morto  dopo 12 giorni di sofferenza. La Procura di Siracusa ha sequestrato due fiale dal lotto “incriminato” e il procuratore di Siracusa Sabrina Gambino ha aperto un’indagine dopo aver ricevuto l’esposto della moglie del sottufficiale Paternò, Caterina Arena. La donna ora è rimasta sola con due figli di 12 e 14 anni, orfani di padre nel giro di poche ore. La donna è stata risoluta nell’indicare l’immediatezza fra iniezione del vaccino e trapasso del coniuge. L’indagine aperta dalla Procura di Siracusa ha già dieci indagati per omicidio colposo: tutta la catena di distribuzione del vaccino, dalla AstraZeneca che lo produce, fino ai medici dell’ospedale militare che si è occupato della puntura.

Ha aperto un’inchiesta anche il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, pur non avendo ricevuto esposti dai familiari dell’agente catanese Davide Villa. Zuccaro, raccordandosi con i colleghi procuratori, ha deciso di estendere l’indagine a Trapani e Napoli. Infatti anche in queste due città sono morti – dopo essere stati vaccinati – il maresciallo dei Carabinieri, Giuseppe Maniscalco e l’ insegnante di 62 anni, Annamaria Mantile. A Napoli si è verificato anche un altro decesso dopo l’iniezione di AstraZeneca: quello dell’ operatore scolastico di 58 anni. Quest’ultimo – come la professoressa Mantile – era stato vaccinato con una dose proveniente da un lotto diverso da quello sequestrato.

Nel caso dell’agente Davide Villa – che ha lasciato un bambino di 12 anni – si sta procedendo all’esame della cartella clinica per appurare un’eventuale correlazione tra la sua morte e la somministrazione del vaccino. Il procuratore Zuccaro ha reso noto: “Sono stati individuati diversi trombi, compresa una occlusione della vena porta. Gli effetti devastanti potrebbero determinarsi in soggetti predisposti, nei trombofiliaci. Alcuni eccipienti non sarebbero tollerati da chi ha problemi venosi. Questa ipotesi ci porta anche a Napoli perché la sintomatologia dell’insegnante deceduta sarebbe simile a quella riscontrata a Catania”. Ma tutto questo non basta a consolare i familiari delle vittime. Il fratello dell’agente Davide Villa, il rinomato fotografo di reportage Fabrizio, non si dà pace e ha commentato: “Chiedo se è stato il vaccino a uccidere mio fratello e i medici mi rispondono che nessuno può escluderlo“. Dall’altra sponda del fiume il virologo dell’Università Statale di Milano, il dottor Fabrizio Pregliasco, difende a spada tratta il vaccino di AstraZeneca. A suo dire si tratta di un farmaco assolutamente sicuro.

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