Insegnate deceduta dopo il vaccino, la Procura scagiona AstraZeneca. Due medici finiscono indagati

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La procura di Napoli aveva aperto un’inchiesta per definire le cause del decesso di Annamaria Mantile, morta 4 giorni dopo la somministrazione del vaccino di AstraZeneca.

annamaria
Getty Images/Max Cavallari/archivio

La morte di Annamaria Mantile, 62 anni, insegnante d’inglese dell’Istituto comprensivo Pavese di Napoli avvenuta il 2 marzo scorso, nell’ultima settimana aveva movimentato le accuse dei sostenitori del ‘no vax’ sulla dubbia efficacia dei vaccini . Anche i figli ed il fratello dell’insegnante, non riuscendo a darsi pace, fin da subito hanno chiesto di far luce sulla sua morte presentando una denuncia ai carabinieri della Compagnia Vomero. Non escludendo nessuna possibilità, inizialmente la Procura di Napoli aveva parlato di reato di colpa medica ai danni dei due medici che avevano visitato la docente nelle ore precedenti la sua morte. L’insegnante non sembrava soffrire di nessuna patologia cronica e fino al momento del vaccino, secondo la famiglia, era in perfette condizioni di salute.

Ma l’autopsia, voluta dall’avvocato al quale la famiglia si è affidata, eseguita da un collegio di periti, consulenti tecnici d’ufficio, nominati anche dalla Procura di Napoli, ha definito le cause del decesso: shock emorragico e arresto cardiocircolatorio conseguente una “ernia strozzata” escludendo definitivamente il nesso con l’inoculazione del vaccino. “Prima del riscontro autoptico non possiamo dire nulla. Si rischierebbe soltanto di allarmare chi deve sottoporsi alla vaccinazione” aveva dichiarato in un’intervista a Fanpage l’infettivologo Franco Faella.

Dopo aver ricevuto la prima dose la docente aveva accusato un forte malessere ed il medico di base, presente nel registro degli indagati, le ha prescritto una flebo ed antispastici per contrastare i conati di vomito ed i forte spasmi addominali. Nessuna indicazione particolare era stata data neanche dal cardiologo che aveva visitato la docente poche ore prima del decesso. Ma i dolori che Annamaria aveva accusato sono stati solo i primi sintomi di un infarto intestinale improvviso, scagionando quindi definitivamente AstraZeneca ed escludendo qualsiasi legame della sua morte con il vaccino. L’indagine si aggiunge quindi ha quelle già aperte ad inizio gennaio con i primi vaccini Covid di Pfizer – Biontech che hanno escluso una correlazione tra farmaci e decessi.

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