Milano, le parole di Patrizia prima di uccidere la figlia: “Scusa piccola, non posso lasciarti nelle sue mani”

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Fanpage, Repubblica

Una donna di 44 anni è stata arrestata con delle accuse gravissime: si indaga per omicidio. Poco prima del dramma, la telefonata al marito che parlava della figlia. 

Omicidio figlia 9 marzo 2021 leggilo.org-2

Una scena terribile quella che si è presentata ai Carabinieri di Milano che in una casa di Cisiliano hanno trovato una donna ferita a coltellate e la figlia di due anni morta, vittima di omicidio. La donna, una 41enne di nome Patrizia Coluzzi che ha anche altri due figli nati da un altro matrimonio, è piantonata in ospedale dai Carabinieri: infatti, le indagini preliminari condotte dagli agenti del 112 hanno fatto venire a galla una realtà agghiacciante. Sarebbe proprio la donna la responsabile dell’omicidio della figlia e le pugnalate sul suo corpo – secondo gli agenti – sarebbero state autoinflitte. A comprovare questa versione, il marito della donna, impegnato da tempo in una complicata e agitata separazione che ha ricevuto una telefonata da brividi poco prima dell’intervento dei Carabinieri: “Nostra figlia non esiste più”le parole che Patrizia avrebbe rivolto all’uomo dall’altro capo della cornetta nella notte tra il 7 e l’8 marzo. Inutile a dirsi, l’uomo si è rivolto ai Carabinieri che sono arrivati nella casa di Via Mameli, trovando la tragica scena.

Sul caso rimangono però alcuni punti oscuri: la donna infatti prima dell’omicidio della figlia aveva denunciato per ben tre volte il marito per presunte violenze domestiche. Ma quello che sembrava un caso analogo ad altri abusi condotti da un uomo violento verso sua moglie è più complicato del previsto: i Carabinieri fanno sapere che almeno due delle tre denunce non sarebbero state prese in considerazione. I dettagli non sono chiari ma gli agenti spiegano che i presunti abusi non erano tali da configurare l’ipotesi di reato: forse, si è trattato di normali liti che non sono sfociate ne in violenza verbale ne fisica. La donna però sui social network avrebbe pubblicato un post – poi rimosso – dove sosteneva di essere stata vittima di un’ingiustizia prima di compiere l’irreparabile: “Una bella persona non sminuisce la moglie chiamandola Stupida, ignorante, stronza e puttana. Non vali nulla, stai zitta e non rompermi i coglioni. NO.”, recita uno dei passaggi più significativi del post pubblicato dalla donna che riferisce una serie di abusi fisici e verbali subiti dal marito.

Secondo quando ha scritto sui social la donna, anche Edith, la bambina di due anni a cui ha tolto la vita, avrebbe ricevuto minacce e violenze, ragione per cui la madre avrebbe compiuto un gesto tanto orribile: “Denunciate donne. Siete comunque giudicate da un mondo omertoso a coprire gli orrori. Solo da morte verrete chiamate vittime. Altrimenti siete solo delle povere pazze”, le parole della donna che accusa la Procura di Pavia di aver ridicolizzato le sue denunce ai danni dell’uomo. Da parte sua, anche il marito della donna ha riferito e provato di aver sporto denunce contro la donna per il suo comportamento: probabilmente, si tratta della denuncia per calunnia che la stessa Patrizia citava nel post su Facebook. Le indagini proseguono per accertare le responsabilità dei due coniugi in un dramma impensabile: i primi rilievi sulla scena – secondo quanto hanno reso pubblico gli agenti – parlano di undici biglietti scritti su fogli di carta, lasciati da Patrizia sulla scena del delitto che lascerebbero ben poco spazio alle interpretazioni sul crimine. Uno in particolare recita un inquietante messaggio: Scusa piccola ma non potevo permettere che restassi nelle sue mani da sola”. Un altro messaggio che fa pensare ad un tentativo di suicidio-omicidio recita: Affonda la lama. Ora non ci farai più del male”. Ma la donna che resta in ospedale sotto sorveglianza non ha ancora parlato con gli agenti: rimane comunque in stato di fermo con l’accusa di omicidio.

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