Benevento, uccisero un uomo condannato a 11 anni per pedofilia. Per loro il PM chiede l’ergastolo

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Fonti ed evidenze: Mattino, Fanpage

Nel 2018 Giuseppe Matarazzo, presunto pedofilo, venne assassinato da due uomini inviati per vendetta dai familiari delle vittime. Ora i killer affrontano il processo.

Giuseppe Matarazzo 26 febbraio 2021 leggilo.org-2
Getty Images/Hector Vivas

Continua il processo ai presunti killer di Giuseppe Matarazzo, il pastore di Frasso Telesino nel comune di Benevento, accusato di aver abusato di una ragazza di 15 anni che fu ucciso a colpi di pistola nel luglio 2018 non lontano dalla sua abitazione. L’uomo era stato condannato ed aveva scontato la pena in carcere ma la voglia di vendetta di chi è stato toccato nel vivo da quella storia non si era placata durante la sua degenza in prigione. La tremenda storia iniziò nel 2008 quando la vittima delle violenze si tolse la vita, impiccandosi. Le indagini portarono all’arresto e alla condanna di Giuseppe Matarazzo che si è sempre proclamato innocente ammettendo solo di aver avuto una relazione con la ragazza ma negando gli abusi e che – secondo molti compaesani – fu vittima di un errore giudiziario. Errore o meno, i giudici lo condannarono non solo per gli abusi sulla quindicenne che si tolse la vita ma anche per violenze su una seconda minorenne nel 2009, elementi che costarono al pastore una condanna a 11 anni e sei mesi per abusi su minori. L’uomo non fu però condannato per istigazione al suicidio.

Al suo rilascio di prigione, Giuseppe Matarazzo trovò la morte: il 19 luglio 2018 qualcuno avvicinò l’uomo con la scusa di chiedere indicazioni sparandogli contro con una pistola, uccidendolo. Secondo i giudici, i due responsabili dell’omicidio sarebbero Generoso Nasta e Giuseppe Massaro che adesso sono alla sbarra con l’accusa di omicidio. I magistrati sono convinti che l’omicidio sia stato svolto su commissione e che i due siano stati ingaggiati da qualcuno che non aveva accettato la sentenza del 2009 e che avrebbe deciso di farla pagare all’uomo per il suicidio della 15enne: a provarlo – dice l’accusa – delle intercettazioni telefoniche che hanno intercettato una comunicazione tra Nasta e Massaro in cui i due parlavano esplicitamente di una somma di denaro ricevuta da qualcuno e le coordinate sul Gps dell’auto che per il Pm provano inconfutabilmente la loro presenza sulla scena del crimine: “Chiederò per gli imputati il massimo della pena”, le parole del rappresentante dell’accusa che ritiene congrua una condanna all’ergastolo. Al momento però, mancano ancora il mandante ed un movente certo, anche se i magistrati sono piuttosto sicuri che l’omicidio sia legato alla vicenda del 2008: del resto, i pedofili non sono ben visti ne in carcere ne all’esterno. In paese intanto sono apparsi striscioni che chiedono giustizia per Matarazzo: molti compaesani sono convinti che l’uomo fosse innocente. La sentenza per i suoi presunti killer dovrebbe essere emessa ad aprile, mettendo fine ad una storia orribile che è durata più di dieci anni.

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