Sara, ripresa in un video dal marito mentre stava morendo. E diceva alla figlia: “Dormi, mamma sta bene”

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Fonti ed evidenze: Mattino, Fanpage

Il 3 giugno 2015 moriva Serafina ‘Sara’ Aiello. Sul decesso della donna è stato aperto un fascicolo dal Tribunale di Torre Annunziata con il marito come indagato.

Sara Aiello 21 febbraio 2021 Leggilo.org

Il Tribunale di Torre Annunziata ha preso una decisione sul procedimento penale per la tragica fine di Sara Aiello, la donna di Pompei che morì il 3 giugno 2015 per via di un malore sotto gli occhi del marito. L’uomo – Massimo Marano – venne accusato prima di aver lasciato morire la moglie, riprendendola con una videocamera invece di chiamare il 118 e successivamente di aver causato egli stesso la morte della donna. I magistrati stanno ancora cercando di ricostruire gli eventi di quella drammatica giornata di giugno: Sara Aiello soffriva di una cardiopatia congenita che aveva ereditato – ha raccontato Marano – ed aveva frequenti crisi di gravità variabile. Quel giorno, la donna subì un violento attacco cardiaco che purtroppo le fu fatale ed il marito, invece di soccorrerla, secondo il Pm: “Ometteva i soccorsi, condotta dalla quale derivava il decesso di Serafina Aiello”. L’uomo infatti avrebbe ripreso la donna durante il malore invece di contattare il 118, nonostante sua figlia – all’epoca una bambina – avesse manifestato preoccupazione per la salute della madre: “Mamma sta dormendo, prendi i cuscini”sarebbe stata la risposta dell’uomo che dichiara di non aver capito la gravità della situazione finché la moglie non ha cessato di respirare.

Le circostanze del decesso erano apparse talmente assurde che il Pm aveva chiesto la riesumazione della salma di Sara Aiello per condurre dei test e capire se il caso più che un’omissione non fosse invece l’ennesimo omicidio coniugale premeditato. Le analisi svolte dal medico legale nel gennaio 2020 però hanno escluso tassativamente che la donna fosse stata avvelenata con del cianuro come avevano ipotizzato i magistrati. Ma su Marano grava ancora un’accusa di omissione di soccorso: “Il medico che aveva in cura Sara mi aveva consigliato di riprendere una delle crisi per facilitargli il lavoro e la diagnosi”, continua a ripetere l’uomo di fronte ai giudici, spiegando come un tragico errore causato dal medico quel video, durato otto minuti. Stando al racconto dell’uomo, la moglie aveva avuto già in passato frequenti crisi simili e quel 3 giugno Marano non si rese conto della gravità della situazione. Il giudice ha deciso di rinviare a giudizio l’uomo, sempre con l’accusa di omissione di soccorso. Per chiarire se il caso di Sara Aiello è stato un terribile errore ci vorrà ancora del tempo.

 

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