Dopo la commozione nel giorno di saluti a Conte e le proposte lavorative ricevute, Rocco Casalino afferma punta ad entrare in Parlamento. 

Parlamento Casalino 18 febbraio 2021 Leggilo.org
Getty Images/Alberto Pizzoli

Un futuro in Parlamento: così Rocco Casalino vede il suo avvenire dopo le dimissioni obbligate dal ruolo di portavoce del premier Giuseppe Conte rassegnate dopo la caduta dell’esecutivo Dem-grillino. L’ex voce di Palazzo Chigi ha parlato di questa eventualità in un’intervista su SkyTG24 con la giornalista Maria Latella, affermando: “Ho ricevuto diverse proposte, ma il mio futuro lo vedo ancora nel mondo della politica“, nel corso del dialogo con l’intervistatrice. Pochi giorni fa, Casalino aveva escluso l’ipotesi di rimanere nel campo della politica: “Lavorare con Conte significava tenere ritmi assurdi, dormiva un’ora al giorno”, aveva detto l’uomo ricordando apparentemente con ben poca gioia i momenti trascorsi in viaggio con il suo vecchio datore di lavoro. Ma a quanto pare, adesso un ritorno in politica non è più un’eventualità da escludere per Rocco Casalino.

L’ex portavoce – recentemente autore di un autobiografia che parla anche della sua esperienza a Palazzo Chigi – ha affermato di essere convinto di aver già fatto bene nella sua precedente esperienza politica: “Credo di aver servito lo Stato e imparato tante cose, il flusso naturale potrebbe essere il Parlamento”, le sue parole. Un futuro in Parlamento quello di Casalino che potrebbe restare legato a Conte. L’uomo non esclude nemmeno questa ipotesi e in proposito ha detto di essere rimasto in stretto contatto con il suo vecchio datore di lavoro: “Sento spesso il presidente, ora è in una fase in cui sta facendo diverse valutazioni, è normale del resto: siamo usciti da pochi giorni da Palazzo Chigi e deve fare un suo percorso”, spiega Casalino. Ma se il sodalizio con Conte dovesse terminare e il suo ex portavoce dovesse andare per la sua strada, cosa ci sarebbe nel futuro del premier dimissionario? “Se Conte deve scendere in campo secondo me dovrebbe farlo come leader di partito non come leader di una coalizione”, è il parere di Casalino, convinto che come federatore, l’avvocato pugliese non potrebbe riscuotere particolare successo.

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