Rocco Casalino dopo l’addio: “In campagna elettorale con Conte possiamo fare cose incredibili”

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Fatto Quotidiano

Rocco Casalino ripercorre gli anni a Palazzo Chigi al fianco di Giuseppe Conte e rilancia: “Con lui alle elezioni si potrebbero fare cose incredibili“.

Getty Images/Tiziana Fabi

Quasi tre anni passati al fianco dell’ex Premier Giuseppe Conte: tra strategie, polemiche e incontri con i leader più importanti del mondo. Chissà se Rocco Casalino avrebbe potuto immaginare, per se stesso, un percorso così lungo quando, da bambino figlio di emigranti, attraversava un’infanzia tutt’altro che semplice, in Germania: le cattiverie – e le botte – dei bulli, per lui che era “diverso“. E poi la violenza in casa, con un padre-padrone con il quale il rapporto è stato a dir poco tormentato. Fino al percorso di studi, il Grande Fratello, la laurea, l’incontro folgorante con Gianroberto Casaleggio: “Insieme a Conte la persona più grande mai incontrata“, dice oggi in un’intervista a Il Corriere della Sera.

E ora? Cosa farà, adesso, quel potentissimo portavoce che ha contribuito, in tutto il periodo di Governo dell’avvocato, alle scelte più importanti? “Il concetto di potere lascia il tempo che trova. Per me Palazzo Chigi è stata una esperienza impegnativa di lavoro. Quest’ultimo anno con la pandemia è stato molto faticoso, un livello di stress pazzesco“, spiega, dedicando poi un pensiero a Conte: “Diverso da tutti i Presidenti del Consiglio” per via di quella capacità di “arrivare al cuore“. Un “dono“, secondo Casalino, che ha reso il momento del saluto a Palazzo Chigi commovente per tutti i presenti. Un saluto, non un addio secondo l’ex portavoce, convinto che “Conte non sarà presto dimenticato” e pronto a citare i numeri fatti registrare sui social dal video circolato in questi giorni: oltre un milione di like, che testimoniano la buona riuscita dell’ultima operazione del “comunicatore” e dello stratega Casalino.

Guarda al passato, alla crisi, e si indigna: “Conte è stato fatto cadere come tutti sanno da Renzi con una manovra di palazzo ben studiata. Invece di fargli una statua è stato mandato a casa dopo aver ottenuto dall’Europa 209 miliardi“, dice, senza nascondere che – qualora l’avvocato volesse – le strategie per il futuro sarebbero già pronte: “Il grande dubbio è cosa vuole fare lui. Credo sia una risorsa importantissima per il M5S, ma questo è un mio desiderio personale. La scelta tocca a lui e al Movimento“, spiega Casalino, che esclude l’esistenza di un dualismo tra l’ex Premier e Luigi Di Maio. E se le scelte future di Conte spetteranno esclusivamente al diretto interessato, l’augurio dell’ex portavoce è che “la sua strada si intersechi con quella del Movimento“, che si trova ad attraversare una delle fasi più complesse della sua storia politica e va incontro, dopo le decisioni degli stati generali, alla nascita di una leadership collegiale di 5 rappresentanti.

Oltre al futuro di Conte, però, c’è da chiarire anche cosa farà, da grande, Rocco Casalino: “Con Conte continuiamo a sentirci, non ci siamo lasciati come se qualcosa fosse finito. Questa è la legislatura che ha sottovalutato Conte. Ha peculiarità straordinarie. Con lui in una campagna elettorale si possono fare cose incredibili“, annuncia, lasciando immaginare importanti progetti per il futuro. Anche se molto dipenderà, inevitabilmente, dalla durata del Governo Draghi: il 2023 è abbastanza lontano da far dimenticare agli elettori anche chi ha incassato un milione di like.

L’ex Presidente della Bce ha già annunciato un cambio di passo e di approccio, rispetto al quale Casalino si mostra scettico: “Non credo nei Cdm segreti, come sosteneva Gianroberto Casaleggio ‘se siamo in tre, due sono già di troppo‘. Noi ci raccomandavamo di non far uscire i Dpcm, ma come li mandavamo ai ministeri e ai vari uffici, venivano resi pubblici. L’ho vissuto sulla mia pelle, accusato di dare ai giornalisti veline e notizie. Vedrete, anche con Draghi uscirà tutto“, sentenzia, prima di giudicare – positivamente – il lavoro svolto negli anni a Palazzo Chigi: “A chi lavora tanto possono capitare errori. Con me hanno fatto di tutto per evidenziarli, anche se insignificanti“, dice. “Non avete idea di quanti errori e disastri veri si possono fare con la comunicazione, con lo stress e nei tempi strettissimi dovuti all’emergenza. Nessuno prima aveva gestito la comunicazione di una pandemia, lo abbiamo fatto bene e credo che il merito vada riconosciuto“.

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