Costava troppa ai familiari, Rosy Carsetti potrebbe essere stata uccisa per questo

0
1310
Fonti ed evidenze: Ansa, Corriere della Sera

Si aggrava la posizione di Arianna Orazi ed Enea Simonetti, figlia e nipote di Rosy Carsetti, uccisa in casa sua a Montecassiano il giorno della Vigilia di Natale. 

Omicidio Rosy Carsetti, si aggrava la posizione dei familiari
Diana Bagnoli/Getty Images/Archivio

La svolta nelle indagini è arrivata venerdì, quando su indicazione della Procura di Macerata sono stati arrestati – con l’accusa di omicidio premeditato pluriaggravato dalla minorata difesa della vittima – Arianna Orazi ed Enea Simonetti, figlia e nipote di Rosina Carsetti, trovata morta in casa sua a Montecassiano il giorno della vigilia di Natale. Gli inquirenti ritengono una messinscena la versione dei familiari, che parlano di una rapina commessa in casa da uno sconosciuto: secondo la ricostruzione di chi indaga, l’omicidio della 78enne sarebbe in realtà stato materialmente commesso dal nipote ventenne, mentre la regia dell’operazione – della quale era a conoscenza anche Enrico Orazi, marito della vittima – sarebbe stata di Arianna, figlia dei due coniugi.

Alla base del folle piano omicida ci sarebbero state, secondo chi indaga, motivazioni di carattere economico: “Tu ci costi cinquemila euro l’anno“, avrebbero detto, in diverse occasioni, i familiari alla donna uccisa. E così, dopo averla costretta a cedere metà dell’abitazione, concedendole non più di 10 euro al giorno per vivere, hanno deciso di liberarsi di quella persona che loro consideravano soltanto un peso. E un costo.

Ma la versione proposta sin dall’inizio dai parenti di Rosy – quella della rapina finita in tragedia – non ha trovato riscontri nelle indagini degli inquirenti sin dal primo momento. Con il passare dei giorni, chi indaga si è convinto che ad architettare il piano omicida sia stata Arianna, che avrebbe incaricato il figlio Enea di uccidere la donna: lui, infatti, risulta essere l’unico con una corporatura compatibile con il tipo di ferite ritrovate sul corpo della vittima, che aveva 14 costole rotte. E proprio le ripetute contraddizioni di Enea in fase di interrogatorio avrebbero messo gli inquirenti sulla pista giusta: “No, non c’è stata alcuna rapina, è stato un incidente“, aveva detto a un certo punto – prima di decidere di avvalersi della facoltà di non rispondere – aggiungendo di aver accettato di prendere parte alla messa in scena stabilita dalla madre e dal nonno in vista dell’arrivo delle Forze dell’Ordine.

Informata di queste dichiarazioni rilasciata dal figlio, Arianna si spaventa e – inconsapevole di essere intercettata – rivolgendosi a Enea dice: “Non puoi dirgli che si è trattato di un incidente, uno strozzamento non si può far passare per incidente“. Un dettaglio, quello della morte causata da strozzamento, che però in quel momento non era ancora stato rivelato da nessuno e del quale, quindi, Arianna non poteva essere a conoscenza. La donna aveva poi intimato al figlio di rimanere in silenzio e non parlare più del caso, così da poter far ricadere la responsabilità dei fatti su “nonno Enrichetto, l’anello debole“.

Ma le contraddizioni e i passi falsi di Enea e Arianna sono numerosissimi: il figlio, ad esempio, si vantava di aver dato “due sganassoni in faccia al nonno“, mentre – in un’altra intercettazione – parla con la madre del fatto che la porta finestra che era da loro stata segnalata come punto di accesso da parte del presunto rapinatore, che l’avrebbe in quell’occasione manomessa, fosse in realtà danneggiata già da parecchio tempo. Ma anche Arianna, in alcune intercettazioni, rivela dettagli che sembrano inchiodare lei ed il figlio alle loro responsabilità: in un’occasione, la donna si rammarica di non aver provveduto ad addormentare i cani, così da far apparire normale il fatto che gli animali non avessero abbaiato al momento dell’effrazione.

Anche la ricostruzione, tempistiche alla mano, degli avvenimenti di quel 24 dicembre non quadra: tra il rientro di Enea dal supermercato e la telefonata al 112 passano appena 6 minuti. Pochi per chi, come ha raccontato il ragazzo, avrebbe ritrovato il corpo senza vita della nonna e poi liberato il resto dei familiari, immobilizzati dal presunto aggressore. A questi elementi si aggiunge una chat, intercettata su Instagram dagli inquirenti, in cui Arianna invita il figlio a raggiungerla a casa perché lei aveva “iniziato a studiare il piano“.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui