“Era viva quando siamo usciti”. Donna uccisa in casa a Faenza, dubbi sulle parole dei familiari

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A Faenza la polizia indaga su un presunto femminicidio: una donna separata da poco è stata ritrovata in casa con la gola tagliata. Delitti simili sono in aumento.

Getty Images/Claudio Giovannini/Archivio

E’ giallo a Faenza per la morte violenta di una donna di 46 anni, un delitto che potrebbe rivelarsi l’ennesimo femminicidio avvenuto sul suolo italiano. La dinamica dei fatti non è ancora stata rivelata del tutto – così come l’identità della vittima che è stata probabilmente nascosta dalla polizia per non compromettere le indagini – ma ci sarebbe almeno una persona che ha assistito indirettamente al delitto: la compagna della figlia della vittima si trovava con lei nella palazzina residenziale dove è avvenuto il delitto e ha affermato di aver trovato il corpo intorno alle 6 di mattina. La ragazza era andata a trovare la vittima quando – secondo la sua deposizione – un trambusto in casa l’ha spinta a nascondersi  e a chiamare prima la Polizia e dopo la figlia e l’ex marito della donna uccisa  che in quel momento erano in viaggio in auto.

La Polizia è giunta nell’abitazione della donna: trovando il garage forzato, gli agenti hanno subito pensato ad un’effrazione a scopo di furto. Ma dopo aver ispezionato la casa, i poliziotti si sono imbattuti nel corpo della vittima riverso a terra nel vano cucina, in un lago di sangue. La 46enne sarebbe stata uccisa con un fendente di arma bianca che le ha reciso la gola. La Procura indaga sull’omicidio di Faenza senza escludere nessuna pista anche se al momento, gli investigatori sono convinti che potrebbe trattarsi di un femminicidio, crimine che è divenuto tristemente comune durante il periodo di lockdown che ha portato molte donne a dover convivere con il proprio carnefice con conseguenze tremende. La figlia e l’ex marito della donna sono stati ascoltati dagli agenti della Squadra Mobile: hanno affermato di essere sicuri che la donna fosse ancora viva alle ore 5:00 quando i due hanno lasciato la casa per mettersi in viaggio. Questa testimonianza potrebbe restringere il campo delle indagini, consentendo agli inquirenti di tracciare una cronologia dei fatti molto precisa e di inchiodare l’assassino. Per il medico legale l’ora  del decesso è attorno alle 6: così successo tra la partenza di padre e figlia e l’allarme al 113? 

 

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