17 anni, ha ucciso il padre con un macete sotto gli occhi della madre e dei fratelli

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Fonti ed evidenze: Rainews, Resto del Carlino

Un ragazzino di 17 anni ha ucciso il padre sotto gli occhi della madre e dei fratelli. I familiari non potevano intervenire perché, nel mentre, venivano minacciati da un complice dell’assassino.

rovigo uccide padre
Getty Images/Marco Bertorello

Efferato omicidio a Rovigo. La vittima è Edis Cavazza, un rom di 45 anni, ucciso da un colpo di macete alla clavicola sinistra. A togliergli la vita uno dei figli, un ragazzino di appena 17 anni, aiutato dalla fidanzata 26enne, Annalisa Guarnieri. Il movente è ancora da chiarire, anche se i rapporti tra la coppia e il padre erano tesi già da qualche tempo, secondo quando dichiarato dalla vedova, nonché madre dell’omicida. La tragedia si è consumata giovedì sera, intorno  a pochi metri dal campo rom dove la famiglia Cavazza vive da oltre 25 anni. Annalisa Guarnieri, invece, si era trasferita lì per vivere assieme al giovane fidanzato.
Padre e figlio si trovavano entrambi all’interno della roulotte quando si sono sentite le urla di Edis Cavazza. L’uomo sarebbe poi uscito dalla roulotte, tentando la fuga ma è stato raggiunto dal figlio che lo ha colpito e lasciato a terra. Il giovane è poi fuggito a bordo di una station wagon assieme alla fidanzata che, nel frattempo, lo attendeva in macchina. Ma la fuga dei due ha avuto vita breve: la polizia li ha fermati attorno alle 22,30 a casa del padre della ragazza, a Ceregnano.

Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti si tratterebbe di omicidio premeditato e, benché l’autore materiale del delitto sia il 17enne, l’arma gli sarebbe stata procurata dalla fidanzata molto più grande di lui. La donna non solo avrebbe procurato l’arma al ragazzino ma, per impedire alla moglie e agli altri figli della vittima d’ intervenire a soccorrerlo, li avrebbe tenuti sotto scacco brandendo un altro macete. I familiari hanno assistito, impotenti e terrorizzati, alla morte del 45enne. Al momento Annalisa Guarnieri è nel carcere femminile di Verona mentre il fidanzato è rinchiuso nella struttura penitenziaria di Treviso. I due fidanzati sono formalmente in stato di fermo in carcere in attesa dell’udienza di convalida.  La vicenda sembra avere pochi lati oscuri. Restano, più che altro, da chiarire sono soltanto i ruoli precisi dell’uno e dell’altro e il tipo di influenza esercitata dalla giovane donna sul fidanzato minorenne.

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