Covid, 13.659 casi e 422 morti, focolaio in ospedale a Napoli: dieci infermieri positivi

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Ansa, Fanpage

Sono dieci gli infermieri dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli risultati positivi al Coronavirus. Si tratta del secondo focolaio nel giro di pochi mesi nato all’interno della struttura napoletana. 

All'ospedale San Giovanni Bosco di Napoli dieci infermieri contagiati
Getty Images/Filippo Monteforte

Il Ministero della Salute informa che i casi totali – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 13.659 unità e portano il totale a 2.597.446. Nelle ultime ventiquattro ore 422 morti che fanno salire le vittime a 90.241 e 17.680 guariti che raggiungono quota 2.076.928.

I casi attualmente positivi scendono a 430.277, – 4445 rispetto a ieri. I ricoverati sono 19.743, – 328 mentre nelle terapie intensive 2151 assistiti, + 6 da ieri.

Covid: secondo focolaio in un ospedale di Napoli

Focolaio all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, dove ben dieci infermieri sono stati trovati positivi al Coronavirus. Tutti i contagiati fanno parte del reparto di medicina, che già da mercoledì scorso è chiuso al pubblico. Un altro episodio – non il primo, tra l’altro, nella struttura ospedaliera napoletana – che evidenzia ancora una volta l’assoluta necessità di garantire ai lavoratori del settore sanitario condizioni di lavoro di piena sicurezza. Condizioni che, attualmente, non esistono, come sottolineato con rabbia dal Sindacato Infermieri Italiani – Nursing Up – che ha espresso la propria indignazione per quanto avvenuto al San Giovanni Bosco, l’ultimo di una lunga serie di casi che hanno portato migliaia di medici ed infermieri ad essere contagiati: “Una triste storia, con un finale sempre diverso ma altrettanto drammatico. Un esempio lampante di pessime gestioni, che affonda le sue radici nella notte dei tempi“, ha detto il Presidente del sindacato Antonio De Palma che, evidenziando da una parte la “grande esperienza e le indubbie qualità” del personale del San Giovanni Bosco di Napoli, ha sottolineato dall’altra come ci si trovi “di fronte ad un gigante dai piedi d’argilla, che ad ogni passo potrebbe crollare, travolgendo chiunque si trovi sul suo cammino“.

L’errore fondamentale, secondo De Palma, è stato scegliere di riqualificare l’ospedale come struttura destinata alla cura di pazienti affetti da Coronavirus. Il San Giovanni Bosco “non poteva e non doveva ospitare aree Covid, il contrario di ciò che accade ora. E così dire che la maggior parte dei reparti non funzionano è solo un’eufemismo“, ha attaccato il presidente del sindacato. “Non scopriamo certo noi le lacune di un nosocomio vecchio, vecchissimo, sia strutturalmente che come organizzazione“, ha concluso De Palma.

Già alla fine dell’estate la struttura ospedaliera napoletana era stato teatro di altri contagi tra le file del personale: alla fine di settembre, infatti, due infermieri risultarono positivi ai tamponi di controllo, facendo scattare le misure di sicurezza: due reparti – Pronto Soccorso e Psichiatria – furono chiusi per garantire la sanificazione dei locali e tutti i lavoratori entrati a contatto con i due positivi furono sottoposti a nuovi tamponi. Ora, con dieci nuovi contagiati, la situazione è precipitata. La situazione del San Giovanni Bosco, che arriva in un momento in cui sul fronte dei contagi i dati sembrano ridare fiato al sistema sanitario, fa tornare alla mente un episodio che hanno coinvolto un’altra struttura ospedaliera napoletana: la morte di un paziente nei bagni dell’ospedale Cardarelli.

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