Bolzano, la nonna di Benno è morta senza sapere che la figlia è scomparsa

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Fonti ed evidenze: Fatto Quotidiano, Today

I Carabinieri, nel corso di una nuova perquisizione nella proprietà della famiglia Neumair, hanno raccolto una serie di oggetti potenzialmente utili all’indagine, rilevando l’assenza di alcuni pesanti attrezzi che Benno utilizzava regolarmente per allenarsi. 

Coniugi Neumair, in casa mancano attrezzi con cui Benno si allenava
Benno Neumair/Facebook

Non si interrompono le ricerche dei coniugi Peter Neumair e Laura Perselli, la coppia scomparsa il 4 gennaio scorso. La convinzione è che i due siano stati uccisi e gettati nelle acque del fiume. Una tesi avvalorata dalle macchie di sangue appartenente a Peter Neumair che i Carabinieri hanno rinvenuto sul ponte di Ischia Frizzi, convincendosi che la responsabilità dell’accaduto sia di Benno, il figlio della coppia attualmente indagato a piede libero.

Gli inquirenti hanno raccolto un nuovo elemento: i militari dell’Arma sono tornati nella proprietà della famiglia Neumair, in via Castel Roncolo, dove hanno raccolto una serie di oggetti. Ma più che ciò che è stato trovato in casa, ad insospettire sarebbe stata l’assenza di alcuni attrezzi pesanti con cui Benno era solito allenarsi. Soltanto pochi giorni fa, l’amica da cui Benno aveva trascorso la notte del 4 gennaio, si era decisa a consegnare alla Procura di Bolzano gli abiti che il ragazzo indossava al momento del suo arrivo e che le aveva chiesto di lavare.

Intanto, alla preoccupazione per le vane ricerche dei coniugi si aggiunge la notizia della morte della madre di Laura Perselli. La donna, 96 anni, non è mai stata informata della scomparsa della figlia e del genero, che aveva rivisto proprio il 4 gennaio dopo essere stata dimessa da un lungo ricovero in ospedale. Negli ultimi giorni le sue condizioni si sono aggravate fino alla morte, avvenuta nella serata di martedì.

Un contributo all’inchiesta potrebbe arrivare dalle analisi che i Ris di Parma stanno svolgendo su tutti i campioni prelevati nell’abitazione di famiglia, nella Volvo della coppia e sui vestiti di Benno. Le squadre di ricerca in acqua del corpo permanente dei Vigili del Fuoco sono occupate da tre settimane nel tratto del fiume Adige, La convinzione è che, qualora i corpi siano effettivamente stati gettati nel corso d’acqua, il fiume dovrà prima o poi restituirli. Al più tardi in prossimità della diga di Mori, circa 90 chilometri a sud di Bolzano. Prima che ciò avvenga potrebbero passare anche parecchie settimane, spiegano gli esperti.
Le uniche certezze su Benno arrivano dalle telecamere in strada e dai dati del suo cellulare, spento alle 21:32 della sera del 4 gennaio poco dopo aver transitato, alla guida della Volvo di famiglia, sul ponte Roma. Lui ha raccontato agli inquirenti di essersi recato presso un laghetto nei paraggi per cercare un po’ di relax. Il cellulare tornerà in attività soltanto alle 21:57, vicino al ponte su cui sono state ritrovate macchie di sangue del padre. Poi, l’auto viene ripresa dalle telecamere stradali all’altezza della galleria di Laives: un passaggio che Benno ha motivato spiegando di essere diretto a Ora, un centro che si trova 10 chilometri più a sud e dove vive l’amica dove il ragazzo passerà la notte.

 

 

 

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