Covid, se il vaccino provoca danni Pfizer non ne risponde: pagherà lo Stato

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Stampa

Il colosso Biontech-Pfizer si tutela da eventuali effetti collaterali derivanti dalla somministrazione del vaccino. In caso di danni a pagare sarà lo Stato.

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Getty Images/Marco Bertorello

Pfizer continua a consegnare al nostro Paese meno dosi vaccinali di quelle stabilite. Il 27 gennaio ne sono arrivate circa un quarto di quelle messe in conto. L’Italia, partita già in ritardo rispetto a Stati Uniti, Cina, Gran Bretagna e Germania, rischia di non farcela. Il rischio maggiore è quello di non riuscire a raggiungere la tanto agognata immunità di gregge nei tempi pre-stabiliti. E ciò potrebbe comportare il rischio di proseguire con le restrizioni, dannose soprattutto ad alcuni settori economici. Il commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, in data 25 gennaio ha inviato una diffida alla casa farmaceutica. Ma la questione non è semplice.

Infatti, nel contratto stipulato tra il Governo italiano e Pfizer, la casa farmaceutica si è limitata ad indicare il numero totale delle dosi che dovranno essere consegnate entro la fine di marzo: 8 milioni e 700 mila vaccini. Ma non vi è alcun riferimento alla quantità settimanale. pertanto – per assurdo – Pfizer potrebbe anche decidere di consegnare tutte le dosi pattuite il 31 marzo e non dovrebbe pagare alcuna penale. Ma anche nel caso in cui la casa farmaceutica non ci facesse arrivare tutte le dose del vaccino anti Covid entro la fine di marzo, da contratto si riserva sempre la possibilità di rimediare all’inadempienza prima di dover pagare una penale per il danno cagionato.

Ma non è ancora tutto perché  Pfizer si è voluta tutelare al cento per cento. Infatti nel contratto si legge anche che, in caso di eventuali danni derivanti dalla somministrazione del farmaco, a pagare il risarcimento dovranno essere i singoli Stati. Per i normali vaccini antinfluenzali, difficilmente – forse mai – si arrivano a firmare contratti contenenti tali clausole. Per il momento in Italia si sono verificati due decessi in seguito alla somministrazione del Pfizer: una signora di 89 anni ospete di una casa di riposo a Genova e un medico di Mantova di 64 anni. Tuttavia quest’ultimo aveva patologie pregresse aggravate da un disturbo cardiaco, pertanto la sua morte non può essere imputabile al vaccino. Anche nel caso della signora di 89 anni non è stato riscontrato nessun collegamento tra iniezione del Pfizer e decesso. Oltre a queste due vittime, un’infermiera di Teramo ha avuto una paresi facciale dopo essersi vaccinata. Decisamente più preoccupante la situazione della Norvegia dove i decessi dopo la somministrazione sono stati 23 ma, al momento, si sta ancora indagando sull’eventuale correlazione tra le morti dei pazienti e il vaccino.

 

 

 

 

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