Roberta nel dirupo, le parole del fidanzato: “Si è data fuoco e si è buttata di sotto”

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Fanpage

Secondo la Procura di Termini Imerese, un video incastrerebbe Pietro Morreale, accusato di aver ucciso la fidanzata Roberta Siragusa. 

Roberta, il fidanzato: "Si è data fuoco e si è buttata di sotto"
Pietro Morreale/Facebook

Il cerchio si stringe attorno a Pietro Morreale, il diciannovenne accusato di aver ucciso la fidanzata diciassettenne Roberta Siragusa a Caccamo, in provincia di Palermo. Le indagini, già fortemente indirizzate verso il ragazzo, potrebbero infatti essere arrivate ad un vero e proprio punto di svolta, rappresentato da un video che incastrerebbe in maniera inequivocabile Morreale. Nel filmato si vede la Fiat Punto del ragazzo passare ripetutamente nella zona – non lontana da Caccamo – dove è stato ritrovato il cadavere di Roberta. Il primo passaggio dell’auto di Pietro è fissato alle 2:37. Pochi minuti dopo, alle 2:43, riecco la sua Punto passare in direzione opposta prima di altri due passaggi ravvicinati – uno alle 3:28 e uno alle 3:40.

Immagini che vengono ritenute “decisive” dalla Procura di Termini Imerese, che guida le indagini, visto che, fanno sapere gli inquirenti, “questa circostanza non ha trovato alcun riscontro nella versione fornita dall’indagato“. Ed è proprio sulla base di questi nuovi, pesantissimi elementi, che è scattato un provvedimento di fermo nei confronti di Morreale, accusato adesso di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Gli investigatori sono ora concentrati sulla ricostruzione degli eventi e delle modalità che hanno portato alla morte di Roberta. Domenica mattina era stato lo stesso fidanzato a presentarsi presso la Caserma di Caccamo e a condurre gli inquirenti sul luogo in cui il corpo della diciassettenne è stato ritrovato. “E’ morta la mia fidanzata“, aveva detto Pietro ai militari. Nel dirupo sul Monte San Calogero dove giaceva la ragazza erano stati trovati brandelli di jeans bruciati. Non ci sono altri segni di incendio, né tracce di sangue evidenti. Elementi che lasciano aperta l’ipotesi che la ragazza possa essere stata uccisa altrove e poi trasportata nel luogo in cui Morreale ha condotto i Carabinieri.

C’eravamo appartati lì, all’improvviso lei è scesa dall’auto, si è data fuoco e si è buttata sotto“, ha dichiarato il fidanzato di fronte agli inquirenti, senza però riuscire ad apparire minimamente convincente agli occhi del procuratore Gino Cartosio e del sostituto Giacomo Barbara, che ritengono del tutto false le sue affermazioni. Soprattutto alla luce delle frasi – contraddittorie – che lo stesso Morreale aveva detto alla mamma di Roberta, cui aveva assicurato di aver riaccompagnato a casa la figlia alle 2,10. Anche a sua madre, la signora Antonella, Pietro ha assicurato di non essere il responsabile della morte della fidanzata, nonostante tutti gli elementi indichino come sempre più probabile una sua colpevolezza. L’autopsia sul corpo della ragazza, prevista per oggi pomeriggio, permetterà sicuramente di raccogliere elementi importanti per chiarire la dinamica dei fatti.

Intanto spuntano anche le testimonianze di alcuni amici e conoscenti che raccontano di episodi di violenza, avvenuti in passato: Pietro avrebbe picchiato Roberta in più di un’occasione, tanto che un amico della ragazza avrebbe consigliato alla diciassettenne di interrompere al più presto la relazione con lui. “Pensavo davvero che sarebbe accaduto qualcosa di brutto. Lei mi rispondeva dicendomi che aveva paura delle minacce del fidanzato“, ha dichiarato il testimone ai Carabinieri.

 

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