Roberta, uccisa a colpi di kick boxing prima di essere gettata come un sacco nel dirupo

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Stando al Pm che segue il caso di Pietro Morreale, principale indiziato per l’omicidio della fidanzata, la relazione tra i due era sfociata in violenza più volte.

Pietro Morreale 26_1_21 Leggilo.org
Pietro Morreale/Facebook

Pietro Morreale, 19 anni, continua a negare l’omicidio di cui è stato accusato, quello della fidanzata Roberta Siragusa. La ragazza è stata ritrovata con i segni di bruciature addosso in un burrone dopo le ricerche effettuate dalle Forze dell’Ordine proprio su segnalazione del giovane. Subito le accuse sono cadute sul 19enne, il cui alibi non ha convinto fin dal primo momento. Adesso anche il Pm che ha firmato il provvedimento di arresto per Pietro Morreale ha espresso il suo parere: Provava un sentimento morboso nei confronti della vittima”, si legge nel verdetto di fermo in cui il magistrato sostiene che l’omicidio della giovane Roberta – minorenne al momento della morte – potrebbe essere stato premeditato dal sospettato, apparso – a detta del magistrato – incline ad atti violenti e insensibile alle conseguenze degli stessi.

Il ragazzo originario di Caccamo ha negato di aver ucciso la ragazza, arrivando a presentare una dinamica dei fatti che appare davvero incredibile: “Si è data fuoco da sola prima di gettarsi nel vuoto”avrebbe detto ai Carabinieri per giustificare la sua presenza nelle immediate vicinanze della scena del delitto, una presenza accertata tramite l’acquisizione di immagini di alcune telecamere. Il pm, a supporto della sua tesi, avrebbe presentato alcune prove aggiuntive che dimostrano che il ragazzo era già stato violento: tra queste, una foto acquista tramite Whatsapp che mostra Roberta con un occhio nero, provocato da un pestaggio operato dal ragazzo che potrebbe avrebbe deciso di usare le sue conoscenze negli sport da combattimento – kick boxing in particolare – contro la ragazza. Tesi comprovata dalla testimonianza di alcuni amici che lo definiscono persona molto violenta: a confermare o smentire questa teoria del Pm saranno gli accertamenti sui cellulari dei due ragazzi, setacciati per trovare messaggi che possano spiegare cosa è successo la notte del delitto, e soprattutto il responso dell’autopsia sul corpo di Roberta che rivelerà se la ragazza ha subito violenze o abusi prima del delitto.

 

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