Como: abusa della figliastra di un anno e mezzo e la uccide

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Fonti ed evidenze: Repubblica, SkyTG24

A Cabiate in provincia di Como quello che sembrava un incidente domestico si è rivelato un delitto: un uomo è finito in manette per l’omicidio della figlia della compagna. 

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Getty Images/Filippo Monteforte

Aveva parlato di un incidente domestico finito in tragedia l’uomo che a Cabiate in provincia di Como ha ucciso la figlia della compagna dopo ripetuti maltrattamenti ed abusi. Tutto è iniziato quando in un’abitazione del comune l’11 gennaio la nonna materna della piccola Sharon – una bambina di un anno e mezzo – è tornata a casa ed ha trovato la bimba priva di sensi e con del vomito sulla maglietta, un possibile sintomo di un’emorragia cerebrale. La donna ha chiamato immediatamente il 118, chiedendo spiegazioni al 28enne compagno di sua figlia che si trovava in casa in quel momento cosa fosse successo e perchè non aveva contattato immediatamente i soccorsi. La giustificazione dell’uomo era stata la seguente: Si è tirata addosso una stufetta elettrica mentre stava giocando”, una versione che l’autopsia sul corpicino della figlia effettuata dalla Procura di Como ha rapidamente sbugiardato.

Non sarebbe infatti stato un incidente domestico – una fatalità purtroppo molto comune – a spezzare la giovanissima vita di Sharon bensì il suo stesso patrigno: gli accertamenti dei medici legali hanno portato alla luce una raccapricciante storia di maltrattamenti, violenza e perfino abusi sessuali, operati secondo gli inquirenti dall’uomo che era l’unica persona in casa con la bimba nelle ore in cui è stata ferita a morte. Stando ai segni sul corpo – continuano gli agenti – le violenze non sarebbero state un caso isolato ma avvenivano regolarmente da tempo. La madre di Sharon – che conviveva con l’uomo da circa tre mesi – non si sarebbe accorta di nulla perchè per motivi lavorativi lasciava la bimba da sola con il suo nuovo partner anche per diverse ore al giorno. Di fronte a quelle che sembrano proprio prove schiaccianti sul ruolo del 28enne nella morte della bambina, la Procura di Como ha ordinato l’arresto del presunto omicida che avrà la possibilità di difendersi in tribunale: ma nel frattempo, l’alibi dell’incidente in casa è stato stracciato dal responso dell’autopsia. Il caso di Sharon va a sommarsi a quello di altri minori, uccisi proprio dalle persone da cui avrebbero dovuto essere protetti.

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