“L’unica speranza è che muoia Conte”: il cartello di un commerciante nei giorni in cui il Premier cerca la fiducia

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Fonti ed evidenze: Fanpage, Selvaggia Lucarelli Twitter

Un commerciante, penalizzato dalle restrizioni dei Dpcm, alla vetrina del suo negozio ha affisso un cartello in cui augura la morte al Presidente del Consiglio.

cartello conte morte

Da domenica 17 gennaio la Lombardia è tornata in zona rossa. Questo significa bar e ristoranti aperti solo per asporto e consegne a domicilio e negozi di “beni non essenziali” chiusi. Ma ciò che il Governo ritiene un bene “non essenziale” in quanto, effettivamente, non indispensabile alla sopravvivenza né alla salute, è essenziale eccome per chi con quell’attività ci deve campare e, magari, anche mantenere la propria famiglia. E così, probabilmente esasperato dalla notizia della nuova chiusura, il proprietario di Dominelli, negozio di abbigliamento a Cernusco sul Naviglio, in provincia di Milano, ha affisso ad una delle vetrine un cartello dai toni infuocati: “L’unica Speranza è che muoia Conte“. Forse per caso passava di lì quel giorno la giornalista Selvaggia Lucarelli che ha fotografato  la vetrina e ha subito postato su Twitter.

 

 

Ma i negozianti non sono gli unici a trovarsi in ginocchio a causa delle restrizioni imposte dal Dpcm. Infatti, a partire da venerdì 15 gennaio, in tutta Italia diversi ristoratori, sfidando i divieti del Premier Giuseppe Conte, hanno aderito alla campagna di protesta “IOAPRO” riaprendo le loro attività non solo per asporto ma anche per servizio al tavolo. Un modo pacifico per sottolineare le difficoltà economiche per chi da quasi un anno non può lavorare o è costretto a limitare molto la propria attività. Ma alle proteste sono seguite anche numerose sanzioni. Nel capoluogo lombardo, solo nella serata di venerdì 15 gennaio, sono state multate 90 persone che, violando le norme anti Covid, ballavano in un locale vicino a Corso Sempione. Le proteste non riguardano soltanto le chiusure: c’è chi si oppone anche al vaccino anti Covid. Sempre a Milano, qualche giorno fa, un negozio di elettronica ha affisso sulla vetrina un cartello su cui era scritto: “Vietato l’ingresso alle persone vaccinate di recente”.

 

 

 

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