8824 nuovi casi e 377 morti. E ora i locali iniziano ad aprire solo per i vaccinati

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Repubblica, Fanpage

Michele Trapani è il gestore di una birreria e ha deciso che aprirà soltanto alle persone che hanno fatto il vaccino. Ma il rischio di ritorsioni è dietro l’angolo.

birrovia vaccino
Michele Trapani Facebook

Il Ministero della Salute comunica che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 8824 unità e portano il totale a 2.390.101. Da ieri 377 morti che fanno salire il totale delle vittime a 82.554. Da ieri 158.674 tamponi.

I casi attualmente positivi  scendono a 547.058, -6316. I guariti salgono a 1.760.489, registrando un incremento di 14.763 unità. I ricoveri tornano a salire: 25.428, +168. In terapia intensiva 2544 assistiti, +41 rispetto a ieri.

Covid e vaccino: la scelta di un locale di Cuneo

 

In un periodo in cui una pandemia ha portato l’incertezza e pesantissimi danni economici e personali nella vita di tante persone, appare incredibile che il titolare di un locale possa essere minacciato per aver chiesto ai suoi avventori di farsi il vaccino contro il Coronavirus. Eppure, è successo a Cuneo: Michele Trapani, proprietario del locale “Birrovia” che ha perso  una considerevole cifra a causa delle misure di distanziamento sociale imposte dal Governo per arginare la pandemia arrivata dalla Cina vuole ricominciare a lavorare il prima possibile ed in sicurezza. Da qui, la sua iniziativa annunciata sul profilo social del locale: “Voglio trasformare la Birrovia in un ‘Café Covid Free’ E pazienza se qualcuno già sorriderà,  o se qualcun altro mi insulterà. Voglio veder rispettato da qualche autorità il mio diritto al lavoro“, aveva scritto tempo fa l’uomo che però non si sarebbe mai aspettato di ricevere una serie di insulti, minacce e considerazioni spiacevoli da parte dei no vax. Dopo aver affermato pubblicamente che il suo locale sarà aperto solo a chi si sottopone al vaccino, l’uomo dice di aver ricevuto messaggi preoccupanti: “Temo ritorsioni. Ho ricevuto messaggi spaventosi, c’è motivo di essere preoccupati”, afferma Michele. Addirittura, tra i commenti sulla sua pagina Facebook è spuntato qualcuno che ha pubblicato una stella di David – utilizzata dai nazisti per marchiare gli ebrei nei campi di sterminio – paragonando l’attestato di vaccinazione ad un marchio infamante che ha causato la morte di milioni di persone.

La sua iniziativa – specifica – non è una provocazione sterile ma un invito a riaprire in sicurezza, garantendo il suo diritto al lavoro e quello alla salute dei suoi avventori che saranno comunque obbligati a vaccinarsi dalle compagnie aeree e forse anche dal Governo, con buona pace di chi non crede nella scienza e nella medicina: “Ora i vaccinati sono al 5%. Tra qualche mese saranno aumentati: davvero chi ha fatto il vaccino vuole vedere la sua libertà limitata in questo modo?”, si chiede l’uomo. Michele comunque vuole andare per la sua strada e ci tiene a specificare che la sua iniziativa nasce dalla voglia – e dalla necessità – di tornare al lavoro il prima possibile, rispondendo così ai suoi denigratori: “Io, al contrario vostro, vi auguro tanta salute. Vi auguro di non sapere proprio che cosa sia la fame. Vi auguro di non sussultare ogni qualvolta sul display del telefono compare il numero della banca”. In Italia, sono tantissimi i ristoratori, proprietari di locali, palestre e lavoratori assortiti a trovarsi in una situazione drammatica dopo un 2020 che li ha visti lavorare a ritmo molto ridotto o addirittura non lavorare affatto. Il bilancio annuale ha fatto registrare la chiusura di ben 390.000 attività contro l’apertura di appena 85.000: numeri che non rendono comunque ancora pienamente giustizia al dramma che si è abbattuto su milioni di italiani che hanno rischiato di perdere il lavoro o che lo hanno perso definitivamente.

 

 

Posted by BIRROVIA on Monday, January 11, 2021

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