Frosinone, l’ospedale gli nega il ricovero per tre volte, Luciano muore a 46 anni

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Fonti ed evidenze: Fanpage, Messaggero

Dolore e rabbia nel Frusinate dove Luciano Molin è morto il giorno di Santo Stefano a 46 anni in circostanze ancora da chiarire. 

Frosinone, ospedale gli nega il ricovero, Luciano muore a 46 anni
Filippo Monteforte, Getty Images/Archivio

Luciano Molin, 46 anni, è morto il 26 dicembre lasciando la sua famiglia ed una figlia. Una tragedia che ha scosso il Frusinate, zona di origine dell’uomo, anche per lle circostanze poco chiare che hanno portato alla morte. Luciano faceva l’operaio e, dopo una serie di malori che lo avevano colpito prima delle festività natalizie, è morto il giorno di Santo Stefano gettando nella disperazione i familiari che hanno sporto denuncia alla Procura della Repubblica, che ha aperto un fascicolo contro ignoti ed avviato un’indagine.

L’obiettivo sarà chiarire se la morte di Luciano si sarebbe potuta evitare, come credono fermamente i suoi familiari. L’uomo si era recato tre volte – e presso due strutture diverse – in ospedale per chiedere di essere visitato. In tutte e tre le occasioni era stato rimandato a casa dai medici. Pochi giorni dopo le sue condizioni sono improvvisamente peggiorate, fino alla tragedia di Santo Stefano.

Luciano è morto all’ospedale Spanziani di Frosinone: aveva scelto di recarsi presso la struttura del capoluogo ciociaro dopo che in ben due occasioni era stato immediatamente rimandato a casa dall’ospedale San Benedetto di Alatri. L’uomo aveva infatti accusato i primi malesseri all’inizio di dicembre e aveva deciso di chiedere aiuto al Pronto Soccorso. I medici dopo averlo visitato avevano deciso di non ricoverarlo, rimandandolo a casa. La situazione di Luciano non è mai migliorata. Anzi, i continui giramenti di testa di cui l’uomo soffriva gli hanno causato una perdita di equilibrio che lo aveva portato alla rottura del femore. Neanche la seconda visita è bastata per imporre il ricovero: tornato in ambulanza all’ospedale di Alatri, Luciano era stato operato per ricomporre la frattura e rimandato a casa, con l’appuntamento fissato, un mese dopo, per un controllo. Una visita cui Luciano non potrà sottoporsi: il giorno di Natale l’uomo è stato colto da malore e, subito dopo l’arrivo all’ospedale di Frosinone, le sue condizioni si sono aggravate fino al decesso,  poche ore dopo.

In seguito alla denuncia sporta dai familiari, il corpo di Luciano è stato posto sotto sequestro e, su decisione del sostituto procuratore Barbara Trotta, verrà sottoposto ad autopsia con lo scopo di chiarire le cause del decesso.

 

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