Gianmarco Pozzi è stato ucciso, si è difeso fino all’ultimo, dice un testimone

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Fanpage

Sul caso di Gianmarco Pozzi, il kick boxer ucciso a Ponza, spunta un testimone. Secondo questa persona, il ragazzo ha combattuto contro i suoi aggressori.

Spunta un testimone 19/12/20 Leggilo.org

Probabilmente si è battuto fino alla morte contro i suoi aggressori Gianmarco Pozzi, il kick boxer professionista ritrovato morto a Ponza quest’estate, almeno a detta del testimone che si è fatto avanti dopo mesi di silenzio: evidentemente, l’analisi pur tardiva di alcune foto ritraenti ferite sul suo corpo  – giudicate dal legale della famiglia Pozzi incompatibili con la teoria di una caduta accidentale – ha convinto qualcuno che può aver assistito all’accaduto a farsi avanti. Il fighter di kick boxing è stato ritrovato il 9 agosto vicino al lungomare di Ponza, in un’intercapedine di appena 80 centimetri situata tra due edifici. La teoria su cui gli investigatori hanno insistito maggiormente da subito è stata quella di un drammatico incidente: il ragazzo è stato a lungo considerato vittima di una malaugurata caduta, occorsa mentre saltava da un edificio all’altro per raggiungere il mare. Ma stando agli sviluppi del caso, la morte di Gianmarco Pozzi sarebbe tutt’altro che frutto del caso, come conferma anche il testimone ascoltato dagli investigatori: “E’ stato legato e poi picchiato da gente non di Ponza”, questa la versione rilasciata dal super testimone – la cui deposizione è ora al vaglio degli inquirenti – sulla tragica fine del ragazzo che ultimamente lavorava nella sicurezza di un locale di Ponza. Un segno sull’addome del giovane – compatibile con i segni lasciati da una fune – è la prova presentata a favore di questa deposizione.

Se la versione del testimone risulta ancora da verificare, anche il legale della famiglia Pozzi, Massimo Gallo – la persona che ha chiesto la riapertura delle indagini – è convinto che il ragazzo sia stato coinvolto in una lotta mortale piuttosto che in un incidente: “Gianmarco ha una ferita sulla parte sinistra del volto e gli mancano un dente e un unghia del piede”, elenca l’avvocato, aggiungendo che dopo un’analisi delle foto, gli esperti hanno affermato che i segni sulle mani e le braccia del ragazzo indicherebbero un tentativo di combattere contro chiunque possa averlo aggredito quel 9 agosto. Forse, Gianmarco è stato assalito da un gruppo di persone dopo una lite: episodi simili si sono già verificati in passato, con conseguenze drammatiche. Secondo la famiglia, è impossibile che il ragazzo sia stato vittima di un incidente: “Era lucido, è stato un omicidio”, rispondono i familiari di Gianmarco all’insinuazione che possa essersi ferito mortalmente da solo, cadendo mentre era sotto l’effetto di qualche sostanza stupefacente. Gli agenti indagano adesso sulla vita privata del ragazzo, senza escludere nessuna pista mentre la sorella Martina chiede che sia fatta luce sul caso: “E’ facile sposare la teoria di un incidente ma mio fratello aveva 28 anni, poteva essere il figlio di chiunque abbia nascosto la verità“, le sue parole. Sul corpo del giovane – a parte le ferite – non sono stati trovati molti elementi che possano indirizzare le indagini: indosso, il 28enne aveva soltanto un costume da bagno, nella tasca del quale è stato rinvenuto uno scontrino. Gli inquirenti hanno anche ipotizzato che a costargli la vita possa essere stato un litigio sul posto di lavoro. Tutte queste teorie saranno messe al vaglio dagli investigatori nelle prossime ore.

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