Milano, numero chiuso in Galleria. “Usiamo gli idranti” dice Bruno Vespa

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Today, La7

Dopo quanto è avvenuto nell’ultimo fine settimana a Milano, scatta il numero chiuso presso la Galleria Vittorio Emanuele. Per Bruno Vespa, non è sufficiente.

A Milano – una delle città più colpite dal Coronavirus durante la prima e la seconda ondata – ha destato molta preoccupazione quanto è avvenuto nel fine settimana, ossia la grande concentrazione di assembramenti nelle aree turistiche della città dovuti alla corsa agli acquisti natalizi. Ecco quindi che oggi stesso entra in vigore il numero chiuso presso la Galleria Vittorio Emanuele, il principale snodo di collegamento tra Piazza Duomo e Piazza della Scala, due tra i luoghi più interessati dal viavai di persone che ha preoccupato esperti, politici e perfino conduttori televisivi. Infatti, il flusso di persone che attraversa l’area da oggi fino al 6 gennaio 2021 non può superare il numero di 104 individui alla volta. Le immagini di una Milano presa d’assalto da tanti cittadini che nel fine settimana hanno creato assembramenti – pur indossando spesso la regolare mascherina – sono arrivate anche all’infettivologo Massimo Galli che ha dichiarato: “Se continuiamo a vedere quello che abbiamo visto nel fine settimana, il potenziale aumento dei contagi è una certezza“. La Lombardia è da poco stata dichiarata Zona Gialla e il rischio per lo scienziato sarebbe un ritorno a misure più drastiche. Nel frattempo, comunque, il Comitato per la sicurezza del capoluogo lombardo, presieduto dal prefetto Renato Saccone, ha preferito correre ai ripari imponendo questa nuova misura che dovrebbe prevenire ulteriori concentrazioni di persone come quelle viste nel week end.

L’accesso alla Galleria sarà dunque limitato con tanto di utilizzo di transenne e annesso aumento dei controlli anche presso i tanti esercizi commerciali milanesi sui quali gravano divieti quali l’obbligo di chiusura alle ore 18.00, il divieto di ammettere più di quattro clienti alla volta nel locale – per quanto riguarda i bar – e il divieto di consumare cibi e bevande in strada che si riflette ovviamente sui locali, impossibilitati a vendere qualsiasi prodotto simile dopo l’orario previsto. Ma le misure adottate a Milano secondo il conduttore Bruno Vespa sono ancora troppo poco severe. In un’intervista su La7 infatti, il conduttore si è lamentato, affermando che contare le persone che entrano in Galleria Vittorio Emanuele non dovrebbe essere così difficile: “Io sono a favore delle aperture ma sono rigorosissimo, io gli assembramenti li disperderei con gli idranti”, afferma il conduttore di “Dì Martedì”, scagliandosi contro chi non rispetta le misure di emergenza. “Se vedessi dei ragazzi che stanno insieme senza mascherine spruzzerei loro con gli idranti, così passa la voglia”, conclude Vespa affermando pure che il clima di incertezza che si è venuto a creare nel paese è un enorme problema. Evidentemente, il pensiero sulla situazione di Milano espresso da Bruno Vespa è condiviso dal Governo che pur non minacciando misure estreme come l’uso di idranti per disperdere la folla, sta comunque valutando nuove chiusure nel periodo delle Feste. A riguardo, il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana chiede chiarezza: “Su quello che dovrà succedere nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, in modo che gli operatori e gli imprenditori possano programmare e progettare quello che sarà il proprio futuro”, dal momento che ne il premier Giuseppe Conte ne i suoi collaboratori hanno ancora rilasciato indicazioni certe in merito alle “nuove restrizioni” che dovrebbero arrivare proprio sotto Natale.

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