13 anni dopo morte di Meredith, Rudy Guede è libero “Una risorsa per la comunità”

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Fonti ed evidenze: Leggo, Fanpage

Rudy Guede, giudicato unico colpevole dell’omicidio di Meredith Kercher, non dovrà più fare ritorno in carcere. A circa un anno dalla fine della sua pena, il tribunale di sorveglianza di Roma gli ha accordato l’affidamento ai servizi sociali.

A 13 anni dalla morte di Meredith, Rudy Guede è libero
Rudy Guede/Franco Origlia, Getty Images

Un grande passo verso la libertà, per Rudy Guede, unico condannato per l’omicidio di Meredith Kercher, avvenuto il primo novembre del 2007 a Perugia. L’uomo, infatti, ha ottenuto dal tribunale di sorveglianza di Roma l’affidamento ai servizi sociali e non dovrà più fare ritorno nel carcere di Viterbo, dove era detenuto. Per Guede la fine della detenzione è prevista per l’inizio del 2022 ma il percorso di reinserimento sociale portato avanti dall’uomo, ormai trentasettenne, rappresenta per i giudici una motivazione sufficiente a concedergli di scontare in maniera alternativa la fase finale della sua pena. Dopo i 16 anni trascorsi nel carcere di Mammagialla, Guede non sembra intenzionato, per il momento, a spostarsi da Viterbo, dove nel corso del tempo, soprattutto dalla concessione del regime di semi-libertà in avanti, ha operato come volontario presso la Caritas. Anche alla luce di questa collaborazione con l’organismo pastorale della CEI, Guede aveva ottenuto un permesso speciale legato alle norme volte a limitare la diffusione dei contagi da Covid all’interno degli istituti penitenziari e non era più tenuto a rientrare in cella per trascorrere la notte. Questo permesso – non il primo ottenuto negli anni dall’uomo – sarebbe scaduto la prossima settimana e l’affidamento ai servizi sociali stabilito dal tribunale ne rappresenta, a tutti gli effetti, un prolungamento fino alla scadenza della pena.

Massimo riserbo, chiaramente, sul luogo in cui l’uomo alloggerà. Le informazioni disponibili parlano esclusivamente di un appartamento che gli è stato messo a disposizione e del fatto che Guede sarà comunque sottoposto al rispetto di alcune prescrizioni, come il divieto di uscire dopo le ore 21. Prima di giungere alla decisione di concedere l’affidamento ai servizi sociali, i giudici del tribunale del riesame hanno proceduto ad una dettagliata analisi del percorso svolto da Guede negli anni di detenzione, al termine della quale hanno sottolineato un comportamento “più che decennale del tutto privo di qualsiasi mancanza sotto ogni profilo” ed evidenziando una “permanente adesione all’opera di rieducazione“.

Anche Claudio Mariani, responsabile del Centro Studi Criminologici di Viterbo, rimarca l’importanza del risultato ottenuto da Guede. Non si tratta, secondo Mariani, della storia – pur molto importante – di un detenuto modello che ottiene magari la laurea o che ha collaborato con le attività interne al carcere. Quella di Guede è una vicenda diversa: “Ormai stiamo parlando di un ragazzo che durante i mesi del lockdown è stato e tutt’oggi è al servizio dei più fragili della città come volontario della Caritas diventando una autentica risorsa della nostra comunità“.

Parole confermate da chi, avendo una conoscenza diretta di Rudy, lo definisce come “una persona diversa” rispetto a quella che fu arrestata a Magonza, in Germania, dove era fuggito. Dal canto suo, Guede – pur avendo sempre ammesso di essere presente nella casa dove Meredith fu uccisa – ha sempre negato la sua diretta colpevolezza. L’uomo fu “incastrato” dal rilevamento dell’impronta di una mano insanguinata e dalla presenza di sue tracce di Dna. La sua tesi difensiva, secondo la quale Guede avrebbe tentato di soccorrere Meridith dopo che quest’ultima era stata accoltellata, non è mai stata accolta dai giudici del processo. Scagionati, dopo varie vicissitudini processuali, gli altri due sospettati Raffaele Sollecito ed Amanda Knox. Nel corso della sua detenzione, Guede ha ottenuto una laurea triennale in Scienze Storiche del territorio e della cooperazione internazionale, con il giudizio finale di 110 e lode, ed ha poi proseguito i propri studi nel campo della narrazione cinematografica.

 

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