Richard Huckle, uno dei più famigerati predatori sessuali della Gran Bretagna, è stato a sua volta violentato ed ucciso in cella. Tra le sue vittime, oltre 200 bimbi.

Richard Huckle 20 novembre 2020
Yorkshire Live

Aveva affermato pubblicamente, durante il processo, che a nessuno importava nulla dei bambini di cui aveva abusato negli anni. Invece, Richard Huckle ha finito per scoprire a sue spese che qualcuno ha preso molto sul serio le decine di abusi, forse centinaia, che l’uomo – rimasto ucciso il 13 ottobre 2019 – ha effettuato su dei bambini inermi. Proprio in questi giorni, è stato portato alla sbarra alla Hull Crown Court il responsabile del delitto, il compagno di cella di Huckle, ossia Paul Fitzgerald, il detenuto che ha deciso di farsi giustizia da solo dopo aver scoperto l’identità dell’uomo con cui condivideva la cella di una prigione di York.

Ai giudici, Fitzgerald si è detto non pentito di aver assalito Richard Huckle: “Quest’uomo ha stuprato e abusato di bambini per divertimento. Avrebbe potuto uccidere anche loro. Sono propenso a pensare che abbia fatto di peggio che stuprarli”, si giustifica il killer, aggiungendo che la morte di Huckle è stato un incidente e negando la premeditazione del delitto. Fitzgerald avrebbe aggredito il compagno di cella, abusando sessualmente del pedofilo con una penna ed un utensile da cucina: “Volevo che sentisse ciò che sentivano quei bambini”, prosegue il suo racconto il detenuto. Tuttavia, durante l’aggressione, l’uomo – a sua detta – si sarebbe lasciato trascinare dalla furia, finendo per strangolare a morte con una stringa Huckle.
Il carcere è un posto molto pericoloso per chi ha compiuto delitti o altre violenze di qualsiasi genere sui bambini: poche settimane fa, sempre in un carcere britannico, un altro pedofilo è sopravvissuto per miracolo alla brutale aggressione da parte di due compagni di detenzione che lo hanno attaccato con dei coltelli. Richard Huckle è stato ucciso in modo brutale ma i suoi crimini non sono di certo meno orribili, al punto che dopo il processo venne definito dai giornali “Il detenuto più odiato della Gran Bretagna”: fotografo freelance di professione, l’uomo utilizzava i suoi viaggi di lavoro in Asia – specialmente in Malesia – per adescare bambini ospitati in chiese ed orfanotrofi. Il modus operandi era sempre lo stesso: adescare la piccola vittima per un presunto servizio fotografico e poi aggredirla, documentando l’orrore con foto e video. Proprio le oltre ventimila foto pedopornografiche trovare sul portatile dell’uomo hanno fatto si che Huckle venisse rinchiuso in carcere il 19 dicembre 2014: le sue vittime accertate sono oltre duecento bambini cambogiani e malesiani ma le autorità hanno sempre affermato che con tutta probabilità, il fotografo ha violentato dei bambini anche nel Regno Unito, sfuggendo però alle denunce. Quando è stato ucciso, Richard Huckle aveva ancora 22 ergastoli da scontare: ora, la corte di Hull stabilirà invece quale pena spetterà al suo omicida.

 

 

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