Natale, gli esperti frenano il Governo “Troppo morti, riaprire è moralmente inaccettabile””

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Fonti ed evidenze: Adnkronos, Giorno

In vista del Natale, il Ministro della Salute Roberto Speranza si dice cautamente ottimista riguardo la curva dei nuovi contagi. Ecco cosa succederà nelle Zone Rosse.

Speranza GEtty 17 novembre 2020
Getty Images/Alberto Pizzoli

Il Ministro della Salute Roberto Speranza, a favore della politica di massima cautela nei confronti dell’andamento del virus, sta valutando attentamente la situazione delle Zone Rosse  in previsione di una possibile riapertura parziale nei territori più a rischio. “E’ presto per dirlo ma ci sono valide ragioni per credere che le nuove misure stiano dando qualche risultato” – ha dichiarato il Ministro. Questa sua affermazione, unita alla notizia che il Governo è al lavoro su un nuovo Dpcm in vista delle feste natalizie fanno pensare che premier Giuseppe Conte e la sua equipe stiano facendo il possibile per permettere agli italiani di trascorrere un Natale più libero. Lo scopo è, principalmente, dare un po’ di ossigeno alle attività come negozi e ristoranti che in un periodo simile rischiano di perdere gran parte dei normali introiti portati dalle feste invernali.

Ma quali sono le condizioni a monte di una riapertura – anche se parziale – dei territori che dovessero registrare una diminuzione dei nuovi casi? Per Speranza: “I prossimi 7-10 giorni saranno decisivi”, in particolar modo sarà un’analisi condotta dall’Istituto Superiore di Sanità sulla situazione dei territori interessati dalle misure più stringenti tra il 1 ed il 2 dicembre, a ridosso della scadenza del decreto presidenziale varato il 3 novembre. Se tale monitoraggio dovesse evidenziare che le misure adottate finora hanno realmente ridotto la diffusione del virus, ecco che potrebbe iniziare una riapertura graduale.

Ed è proprio sulla riapertua che iniziano a filtrare alcune indiscrezioni: tra le ipotesi dei cambiamenti che il Governo Conte potrebbe apportare ai provvedimenti del Dpcm, spicca un allentamento delle misure restrittive che interessano le Zone Rosse – retrocesse di fatto a Zone Arancioni – interessate quindi da misure di distanziamento sociale meno stringenti: questo significherebbe una riapertura dei negozi al dettaglio – con un limite massimo di clienti da rispettare – ed una ripresa degli spostamenti all’interno del comune di residenza. Resterebbero invece chiusi i centri commerciali nel week end. Nel caso delle Regioni meno colpite invece, si sta pensando ad annullare il coprifuoco laddove l’indice RT dovesse calare fino ad 1. In alternativa, invece di un annullamento completo della misura restrittiva, si potrebbe passare ad un coprifuoco alle 23 con un eccezione fino alle ore 24 per la vigilia di Natale. Nessuna modifica invece al divieto di riunirsi in più di sei persone in una casa, sempre con la mascherina indosso

Ciononostante, gli esperti che lavorano con il Ministro Speranza ci tengono a dissociarsi dalle sue dichiarazioni ottimiste, specificando che il pericolo è ancora  in salita e che difficilmente le feste natalizie si potranno trascorrere in modo più o meno normale: “Usando una metafora automobilistica, corriamo ancora a 300 chilometri orari verso un muro” – ha detto senza mezzi termini l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco . Il professor Andrea Crisanti non è da meno e dice molto chiaramente: “Sarebbe moralmente inaccettabile se riaprissimo tutto a Natale, per fare tutto il casino fatto in Sardegna quest’estate e ricominciare dall’inizio”. Sempre Crisanti ammonisce Speranza riguardo la situazione delle Zone Rosse: “La prossima settimana vedremo se la curva inizierà a scendere. Se non scende, bisogna fare qualche altra cosa. Sono morte 9 mila persone dall’inizio della seconda ondata, le famiglie stanno pagando un prezzo emotivo immenso”.  E alla lista delle zone a rischio si è aggiunto da mercoledì anche un altro territorio, l’Abruzzo.

 

 

 

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