Il Tas ha sospeso ufficialmente Iannone dalla MotoGP, la condanna è nettamente aumentata dopo i risultati al test dell’antidoping

Andrea Iannone doping squalifica

Andrea Iannone era già finito al centro di una polemica qualche mese fa quando, nei risultati delle analisi per gareggiare in pista, era risultato positivo ai test dell’antidoping, inizialmente era stato condannato a 18 mesi di sospensione ma oggi è arriva la conferma: è stato respinto il ricorso del pilota e la squalifica si è allungata non più a 18 mesi ma a ben 4 anni di stop.

Il ricorso per carne contaminata

Il pilota aveva fatto ricorso contro la sospensione ricevuta lo scorso 3 novembre, durante la MotoGP di Malesia, era stato trovato positivo al drostanolone, famoso steroide anabolizzante utilizzato moltissimo nello sport come forma di doping per far accrescere le prestazioni fisiche, secondo la CDI (Corte disciplinare Italiana) Iannone avrebbe fatto utilizzo di questa sostanza, per aumentare la sua performance durante la gara. Durante il primo appello in primo grado del 17 aprile il pilota era stato condannato a 18 mesi di sospensione dal circuito fino a giugno 2021.

Iannone insieme al suo avvocato Antonio De Rensis e sostenuto dall’Aprilia, si era difeso in tribunale sostenendo di non aver assunto sostanze dopanti ma di essere venuto a contatto con cibi avariati, in questo caso si trattava di carne contaminata, avendo passato un lungo periodo in Asia, il motociclista ha quindi dichiarato che molto probabilmente aveva mangiato involontariamente carne trattata per dimostrarlo si era sottoposto al test del capello a gennaio.

Questo tipo di test ricostruisce una mappatura delle sostanze ingerite nel passato indicando esattamente il periodo in cui sono state assunte, Iannone è risultato “pulito” da settembre 2019 in poi. Iannone ha utilizzato questo elemento per difendersi, infatti confermerebbe la sua teoria di aver accidentalmente mangiato del cibo avariato e smentirebbe l’accusa di doping volontario, perché per far sì che gli anabolizzanti facessero effetto avrebbe dovuto assumere queste sostante per un Lungo periodo, elemento non emerso nel test del capello.

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L’aumento della condanna

Andrea Iannone doping squalifica

La corte non ha creduto alle parole di Iannone se pur confermando le sue teorie sul fatto che poteva trattarsi di carne contaminata, ma hanno deciso comunque di prolungargli la pena da 18 mesi a 4 anni per non aver fornito abbastanza prove per confermare la sua tesi. Secondo la Tas, Iannone per confermare la sua teoria avrebbe dovuto fornire alla corte degli elementi specifici come il tipo di carne ingerita e l’origine di questo alimento.

Il pilota non riuscendo a dare queste informazioni è stato condannato in modo ancora più severo, sempre secondo le norme vigenti della leggi antidoping, l’agenzia mondiale dell’ antidoping la WADA ha accolto la sentenza confermando la condanna di 4 anni.

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